Paura ad Ercolano in via Niglio 29, dove ieri intorno alle 13.45 il crollo di un’ala di una palazzina unifamiliare ha coinvolto una famiglia residente nell’edificio. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco della caserma di Torre del Greco, la polizia locale e i tecnici comunali.
A rimanere bloccati al piano superiore sono stati una donna di 84 anni e il figlio 62enne, che si era recato a farle visita poco prima del cedimento. L’uomo ha raccontato a NapoliToday che la scala su cui era passato “dieci minuti prima” è stata travolta dalle macerie. Entrambi sono stati tratti in salvo tramite autoscala dai vigili del fuoco: illesi, ma sotto choc, sono stati accompagnati fuori dall’edificio dalle forze dell’ordine.
«È stato un miracolo, siamo riusciti a scendere con l’autoscala dei vigili del fuoco che ci hanno messi in salvo», ha dichiarato l’uomo.
Il sindaco Garzia in ospedale: “Condizioni non preoccupanti, vicini alla famiglia”
Poche ore dopo l’incidente, il sindaco di Ercolano, Antonietta Garzia, si è recata al pronto soccorso per incontrare la famiglia coinvolta e verificare di persona le loro condizioni.
«Mi sono recata presso il pronto soccorso per incontrare personalmente la famiglia coinvolta nel crollo del solaio e per sincerarmi delle loro condizioni di salute. Fortunatamente, nonostante il forte spavento, le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni e sono tuttora sottoposti agli accertamenti sanitari», ha dichiarato Garzia, esprimendo vicinanza e garantendo il pieno supporto dell’amministrazione.
Il sindaco ha aggiunto che il Comune «segue con attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo costanti contatti con le autorità competenti e con la struttura sanitaria».
Area sequestrata: verifiche su staticità e legittimità dell’immobile
La polizia locale, agli ordini del comandante Nicola Vanacore, ha immediatamente perimetrato l’area, mentre i tecnici comunali e i vigili del fuoco hanno avviato le prime verifiche strutturali.
L’intera zona è stata posta sotto sequestro penale ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per accertamenti sulla legittimità dell’immobile, sulle condizioni statiche e sulle cause del cedimento.
«Ringrazio le squadre di soccorso e tutti gli operatori intervenuti per la professionalità e la tempestività dimostrate. Continueremo ad aggiornare con la massima trasparenza», ha concluso il sindaco Garzia.
Architetti: vera emergenza manutenzione mancata
«Il crollo parziale della palazzina di via Niglio a Ercolano non può essere considerato un episodio isolato né archiviato come un semplice fatto di cronaca. È l’ennesimo segnale di una fragilità crescente che interessa una parte significativa del patrimonio edilizio dei nostri territori».
Lo afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Struttura tecnica nazionale della Protezione civile, commentando il crollo parziale della palazzina di via Niglio avvenuto ieri a Ercolano.
«Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un’emergenza lenta e progressiva. La sicurezza degli edifici – continua – non può iniziare dopo il crollo. Da tempo numerosi territori dell’area metropolitana di Napoli stanno lanciando segnali chiari: edifici datati, manutenzioni rinviate, infiltrazioni sottovalutate e controlli troppo spesso episodici».
Serve cambio di approccio, dall’emergenza alla prevenzione
Secondo Cerbone, casi registrati negli ultimi anni in comuni come Casoria, Arzano, Marano, Afragola, Napoli ed Ercolano evidenziano la necessità di un cambio di approccio.
«Occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla cultura della prevenzione. Nei mesi scorsi il Comune di Torre del Greco aveva acceso il dibattito sul tema della sicurezza degli edifici privati attraverso un’ordinanza che prevedeva verifiche sul patrimonio edilizio. Quel provvedimento ha suscitato proteste ed è stato poi ritirato per un vizio di forma, ma poneva una questione che resta attuale: prevenire è un dovere, non una scelta facoltativa».
Per il professionista servono strumenti concreti di monitoraggio.
«Occorrono mappature preventive, rilievi speditivi, classificazioni del rischio e verifiche mirate. Non bisogna creare allarmismo, ma costruire conoscenza. Una prima indagine visiva e tecnica, svolta da professionisti qualificati, consentirebbe già di individuare gli edifici che presentano segnali di degrado e le situazioni che richiedono approfondimenti».
Cerbone richiama infine il ruolo di Ordini professionali, Comuni, Protezione civile e uffici tecnici. «La sicurezza del costruito deve diventare una politica pubblica permanente. Quando il degrado di un edificio mette a rischio persone, strade pubbliche e fabbricati vicini, non si tratta più di un problema esclusivamente privato».
«Il crollo di Ercolano, fortunatamente senza vittime, deve essere letto come un avvertimento. Non possiamo continuare a intervenire solo quando le macerie sono già a terra. Il nostro patrimonio edilizio sta invecchiando e la prevenzione non può più essere rinviata».
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