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Esami facili, inchiesta Procura su Università Telematica Pegaso

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Sono più di 4.200 le iscrizioni ai corsi dell’Università Telematica Pegaso ritenute irregolari dagli inquirenti e finite al centro di una vasta indagine della Procura di Napoli, che al momento vede 40 persone iscritte nel registro degli indagati.

L’inchiesta riguarda corsi di formazione, laurea, master e percorsi post‑laurea e si concentra, in particolare, sui corsi per educatori professionali socio‑pedagogici.

Tra i testimoni ascoltati figura anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, estranea ai fatti ipotizzati. Dal ministero, secondo quanto si apprende, c’è stata piena collaborazione con gli inquirenti.

Le indagini

L’inchiesta – anticipata da la Repubblica, Il Mattino e Il Fatto Quotidiano – è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e condotta dai sostituti Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano, quest’ultima applicata dalla Procura di Nola. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria hanno già eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche.

Le contestazioni riguardano presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione, nel riconoscimento dei crediti formativi, nello svolgimento degli esami a distanza, nella gestione dei tirocini e nell’organizzazione dei corsi. Secondo gli atti, il Tribunale del Riesame ha finora confermato la legittimità dei sequestri e delle perquisizioni disposti dalla Procura.

I filoni dell’inchiesta: esami a distanza e software di controllo remoto

Uno dei filoni riguarda lo svolgimento degli esami online: sarebbero stati utilizzati software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk sui dispositivi degli studenti, e sarebbero stati condivisi in anticipo panieri di domande e risposte.

Gli inquirenti parlano di un presunto “mercimonio di corsi, titoli e attestati formativi”, con anomalie anche nei percorsi dell’area sanitaria e nei tirocini professionalizzanti.

Un ulteriore filone riguarda la possibile responsabilità amministrativa del gruppo ai sensi del decreto legislativo 231/2001: secondo la Procura, Multiversity e Università Pegaso si sarebbero avvantaggiate dell’ampliamento della platea degli iscritti e dell’aumento dei ricavi.

Gli indagati

Tra gli indagati figurano anche Danilo Iervolino, fondatore e proprietario della Pegaso fino al maggio 2022 e  Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity

Le ipotesi di reato, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita, falsità ideologica in atti pubblici e altri reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i fatti contestati risalirebbero al periodo in cui la Pegaso era guidata da Iervolino e sarebbero proseguiti fino al 2025, con l’obiettivo di incrementare la competitività dell’ateneo.

Le carenze contestate

Gli inquirenti ipotizzano criticità nei sistemi di controllo interno, nella gestione delle immatricolazioni, nei rapporti con i poli territoriali convenzionati, e nell’organizzazione di corsi, tirocini ed esami.

Il settore delle università telematiche è stato oggetto di un intervento normativo con il decreto ministeriale 1835/2024, che ha introdotto regole più stringenti per la didattica a distanza e il ritorno degli esami in presenza come modalità ordinaria.

La posizione dell’Università Pegaso: “Siamo parte lesa, piena collaborazione con la giustizia”

In una nota ufficiale, l’Università Telematica Pegaso si definisce “parte lesa nel procedimento” e rivendica di aver avviato un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto formale alle autorità, principalmente sui controlli dei requisiti di accesso a un corso professionalizzante.

L’ateneo parla di “casi isolati risalenti a diversi anni fa”, circoscritti a un numero limitato di studenti che avrebbero prodotto dichiarazioni mendaci, e di ex dipendenti già allontanati a seguito di procedimenti disciplinari.

La nota segnala anche episodi passati di hackeraggio informatico, denunciati alle autorità, e sottolinea che l’università si è dotata di sistemi tecnologici per impedire comportamenti scorretti durante gli esami.

Pegaso ribadisce la piena collaborazione con la magistratura e con il Ministero dell’Università.

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