Quattro anni sono stati inflitti al terzo imputato, Raffaele Boccia, accusato di detenzione di esplosivo.
I parenti delle vittime hanno giudicato la pena ingiusta e troppo bassa:
«Diciassette anni per tre morti non sono giustizia», «Non dormiamo più, siamo finiti dallo psicologo», sono state le dichiarazioni rilasciate.
Secondo l’Avv. Nicoletta Verlezza, legale della famiglia Esposito:
Reazione “scomposta ma comprensibile”.
Sottolinea che il lavoro nero è una “piaga accettata come ammortizzatore sociale”.
Ritiene la sentenza soddisfacente perché l’impianto accusatorio ha retto.
L’Avv. Massimo Viscusi (famiglia Tafciu): comprende la rabbia dei familiari, sottolinea che è stato riconosciuto l’omicidio volontario.
A suo avviso c’era anche la premeditazione, che avrebbe escluso il rito abbreviato.

















































