Undici persone coinvolte, tra cui quattro pubblici ufficiali. È l’esito dell’indagine della Procura europea (EPPO) su una vasta organizzazione criminale attiva nel commercio di prodotti elettronici attraverso un articolato sistema di frode carosello.
L’8 gennaio sono stati condannati dal Tribunale di Napoli un commercialista e tre imprenditori, a pene comprese tra 6 e 10 anni di reclusione.
Disposta anche la confisca di circa 3 milioni di euro, già sequestrati per recuperare parte dell’Iva evasa.
Un appartenente alla Guardia di Finanza è stato assolto.
Sette imputati hanno definito la loro posizione con patteggiamenti divenuti definitivi. Tra loro: tre finanzieri, con pene tra 2 e 4 anni e mezzo; un dirigente dell’Agenzia delle Entrate, che ha accettato 4 anni; un commercialista e un collaboratore del gruppo, con pene tra 4 e 5 anni e 4 mesi; un intermediario della frode, condannato a 2 anni.
Secondo l’accusa, i pubblici ufficiali avrebbero ricevuto tangenti per: rallentare procedimenti penali e verifiche fiscali; evitare il recupero coattivo dei debiti; ottenere illegalmente informazioni da banche dati giudiziarie e di polizia.
L’indagine è il seguito di una maxi operazione del marzo 2023.
Il gruppo avrebbe gestito, tra il 2017 e il 2022: 170 società cartiere in diversi Paesi; un volume di crediti Iva fittizi fino a 200 milioni di euro;
le Fiamme Gialle hanno eseguito sequestri complessivi per circa 8 milioni di euro.
Il sistema era tipico delle frodi carosello: società fittizie che acquistano e rivendono prodotti elettronici senza versare l’Iva, generando crediti d’imposta inesistenti e distorcendo il mercato.


















































