Imprese funebri, Tar condanna Regione.

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Protestano le piccole e medie imprese del settore delle pompe funebri a Napoli, contro la delibera regionale che prevede un organico minimo di personale, Napoli, 28 dicembre 2017. ANSA/CESARE ABBATE

Al diniego dell’iscrizione nel Registro regionale delle imprese funebri, necessario per esercitare l’attività funebre e di trasporto salme, un imprenditore di Secondigliano di Napoli, aderente all’associazione S.I.F.A. CLAAI e ANIFA, ricorre al Tar che, accogliendo il ricorso, condanna la Regione Campania e annulla il provvedimento impugnato di esclusione dall’albo regionale di categoria.

Lo rende noto Giuseppe Carbone, presidente S.I.F.A. (Sviluppo Imprese Funebri Associate) con sede legale nel Sannio e che annovera circa 300 imprese campane del settore, nonché Delegato regionale per il settore funebre della CLAAI Campania, che ha affiancato il suo associato nella presentazione del ricorso al Tar.

“La sentenza del Tar è un risultato storico – dice Carbone – che mette fine ad una querelle che stava mettendo in ginocchio centinaia di imprese campane del settore per una non corretta interpretazione della legge da parte della Direzione Generale per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del Sistema sanitario regionale secondo cui i dipendenti delle imprese funebri, assunti con contratto part time e continuativo, non potevano risultare occupati contemporaneamente in più di un’impresa. Una interpretazione che aveva escluso il nostro associato di Secondigliano dalla iscrizione all’albo e, quindi, ‘condannato’ alla chiusura”.

“Siamo certi che alla luce di questa sentenza – continua Carbone – il presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca approfondirà con i suoi uffici la questione impegnandosi per lo snellimento della burocrazia, contro la quale tutti i giorni ogni imprenditore deve confrontarsi, e per evitare che chi fa impresa debba ricorrere alla magistratura per difendere i suoi diritti, perché non tutti hanno la forza, anche economica, e la voglia di lottare contro il ‘Golia’ di turno”.

“A nome dei miei associati – conclude Carbone – voglio ringraziare i magistrati della Ottava Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania che con questa sentenza hanno fatto chiarezza su una vicenda che ha del grottesco e lo studio legale dell’avvocato Luigi Diego Perifano di Benevento che ci ha rappresentato e difeso con grande professionalità e competenza”. (ANSA).

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