Inaugurata al Mann Res Rustica, botanica e cibo nel 79 d.C., fino al 18 febbraio 2019.

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Goethe ne parlava come “l’alfa e l’omega di tutte le raccolte dell’antichità” ed era conservata nella stanza decima dell’Herculanense Museum, nella Villa Reale di Portici: in uno spazio magico, al cui centro vi era la celebre statua del Satiro Ebbro proveniente dalla Villa dei Papiri, la Collezione dei Commestibili rientrava, insieme a quella dei tessuti, nel cosiddetto Gabinetto dei Preziosi.

Molteplici le vicissitudini che hanno coinvolto la collezione, dal cuore del Settecento ai giorni nostri: trasferiti nell’odierno Museo Archeologico di Napoli nel primo decennio del XIX secolo, i reperti dei Commestibili hanno conosciuto diverse soluzioni di allestimento, sino alla chiusura, per lavori di restauro (1989) della sala del Plastico di Pompei, ultima sede ad aver ospitato queste particolarissime testimonianze della vita quotidiana nell’antichità.

Nell’ambito del progetto “Alla scoperta dei tesori del MANN” (responsabile scientifico: dott.ssa Luigia Melillo), dopo la prima tappa rappresentata da “Il metallo dei gladiatori. Vedere, toccare, capire”, sarà inaugurata, mercoledì 21 novembre (anteprima stampa alle ore 12; vernissage con il pubblico alle 17), la mostra “Res Rustica. Archeologia, botanica e cibo nel 79 d.C.”, in programma sino al 18 febbraio 2019: l’esposizione, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’ateneo federiciano, non soltanto sarà un rigoroso ed appassionante racconto di archeobotanica, ma sarà anche un’occasione per assemblare nuovamente la Collezione dei Commestibili, nell’attesa di un restyling complessivo, insieme ai tessuti, nella proposta espositiva permanente del Museo.

“Chiudiamo l’Anno del Cibo Italiano voluto da MIBAC e MIPAAFT – spiega il direttore del MANN Paolo Giulierini – con una mostra dedicata alle radici della nostra ricchezza agro-alimentare: 2000 anni di storia della cultura, della terra e della tavola sono testimoniati da resti materiali conservati al MANN, resti che costituiscono un tesoro unico al mondo. L’esposizione rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per presentare per la prima volta la Collezione dei Commestibili ma anche, nello spirito del progetto I Tesori del MANN inaugurato con successo dalle armi dei Gladiatori, per raccontare al grande pubblico cosa significa fare ricerca scientifica su questi rari materiali”.

 

Il percorso della mostra si apre (sala 94, adiacente al Plastico di Pompei) con una grande carta geografica, su cui sono tracciate le rotte seguite, nell’antichità, dalle singole specie, spesso approdate sulle coste italiane dall’Oriente: pesche, olive, agli, melagrane, carrube, fichi, datteri, sono soltanto alcuni dei prodotti che, una volta, animarono la tavola e la quotidianità dei romani.

Questi frutti della terra ci sono presentati, oggi, in un’originale veste: fragile e forte al tempo stesso, capace di sopravvivere allo scorrere del tempo ed arrivare al presente, restituendo reperti carbonizzati e non.

Le indagini scientifiche, coordinate dal prof. Gaetano Di Pasquale e dalla dott.ssa Alessia D’Auria (Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli “Federico II”), hanno consentito di svelare anche un giallo nella Collezione dei Commestibili.

Le datazioni, effettuate presso il Laboratorio CIRCE (Dip.to di Matematica e Fisica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), hanno dimostrato che circa 5 chilogrammi d’uva, presumibilmente vinacce (residui della lavorazione dell’uva formati da graspi, bucce, vinaccioli), tra gli oggetti conservati nei depositi, non sono di origine antica, ma risalgono al XVIII secolo e, dunque, al periodo dei primi ritrovamenti nelle città vesuviane: questi reperti provengono da coltivazioni settecentesche, mescolate, volutamente o meno, con il materiale archeobotanico.

Per favorire la divulgazione dei contenuti grazie alle nuove tecnologie della comunicazione, in mostra anche alcuni video (in italiano ed in inglese), che illustrano gli antichi reperti botanici in un costante rapporto con le conoscenze acquisite nel presente (il progetto multimediale è stato elaborato dal prof. Aldo Claudio Zappalà, Art Content di “Alla scoperta dei Tesori del MANN”)

 

Eppure, l’archeobotanica costituisce solo lo stadio iniziale, la via d’accesso, per così dire, alle suggestioni del percorso espositivo di “Res Rustica”: la seconda sezione della mostra (sala 95), infatti, è dedicata all’utilizzo dei commestibili nella vita quotidiana.

Al pubblico, dunque, sono presentati gli attrezzi della cucina, le riserve della dispensa, gli esiti conviviali di una tavola apparecchiata: alcune anfore, una falce, una stadera sono i segni tangibili di un’attività manuale sapiente, accostata, in un magico gioco di assonanze e dissonanze, al cibo rappresentato in alcuni affreschi appartenenti alle collezioni museali.

Ancora, tra gli elementi di curiosità della mostra, figura la riproposizione della bottiglia con l’olio d’oliva di duemila anni fa (presentato da Alberto Angela nella recente conferenza stampa su “Stanotte a Pompei” e studiato, in passato, da altri esperti): accanto al reperto, un pane, una fresella ed un tarallo, appartenenti al mondo antico, per immaginare, forse, una dieta mediterranea ante litteram.

 

Res Rustica” è un percorso espositivo che è nato non soltanto dalla sinergia scientifica tra distinte e prestigiose istituzioni, ma ha goduto della sensibilità di un importante realtà imprenditoriale del territorio campano: la mostra, infatti, è stata realizzata anche grazie al contributo del Mecenate ROSSOPOMODORO, che ha sostenuto l’intervento di valorizzazione della Collezione dei Commestibili del MANN.

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