Incendio al centro storico, muore donna russa, s’era aggrappata al balcone e non ce l’ha fatta a reggersi.

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Prima è uscita sul balcone, in preda al panico, per sfuggire alle fiamme che devastavano l’appartamento. Poi l’incendio è giunto anche lì, e si è calata rimanendo aggrappata ai ferri della ringhiera, sempre in attesa dei soccorsi. Dopo alcuni drammatici istanti non ce l’ha fatta a reggersi, ed è caduta al suolo rimanendo uccisa nell’impatto.
Sono state queste le fasi della notte di paura che si è conclusa, in vico Giustiniani a Napoli, con la morte della 57enne di nazionalità russa e tre persone rimaste intossicate, finite in ospedale.
Ad assistere alla scena alcuni dei tanti residenti della zona scesi in strada dopo essere stati svegliati, intorno alle 4.30, dalle grida e del bagliore delle fiamme, visibile anche a grande distanza. La donna russa è caduta proprio mentre i vigili del fuoco si davano da fare per giungere sul posto, rallentati dalle ridotte dimensioni dei vicoli, dai paletti e dalle auto in sosta.

Prima è uscita sul balcone, per sfuggire alle fiamme che devastavano l’appartamento. Poi l’incendio è giunto anche lì, e si è calata rimanendo aggrappata ai ferri della ringhiera, sempre in attesa dei soccorsi. Dopo alcuni istanti nel vuoto non ce l’ha fatta a reggersi, ed è caduta rimanendo uccisa nell’impatto. Sono state queste le fasi della notte di paura che si è conclusa, in vico Giustiniani a Napoli, con la morte di un’immigrata 57enne dell’Est europeo, probabilmente di origine polacca, stando almeno alle testimonianze dei vicini di casa. Tre le persone finite in ospedale per intossicazione, altre sono state medicate per lievi ferite.

L’incendio divampa intorno alle 4.30, per cause non ancora chiare anche se la prima ipotesi è quella di un corto circuito. Le fiamme si estendono rapidamente tra il secondo e il terzo piano di un vecchio stabile, nel cuore del borgo Sant’Antonio abate, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Napoli. Gli abitanti dell’edificio e delle case vicine sono in preda al panico: i primi ad arrivare sul posto sono gli uomini di una volante della polizia, che entrano nel palazzo e aiutano le famiglie a uscire. L’automezzo dei vigili del fuoco, di maggiori dimensioni, ha invece problemi a giungere nella zona del rogo: il dedalo di vicoli, costellato di paletti e di auto in sosta selvaggia, rallenta l’arrivo dei pompieri.

Il cuore del dramma intanto è quel balcone in fiamme, dove l’immigrata è finita per sfuggire al rogo. Un rifugio momentaneo perché l’incendio incalza anche lì: la donna si sente in trappola e decide di scavalcare la ringhiera aggrappandosi nel vuoto, in attesa dei soccorsi o forse per provare a calarsi nel terrazzino sottostante. Attimi di concitazione e terrore, cui assiste impotente la piccola folla radunatasi in strada. Alla fine la donna non riesce a reggersi, cade al suolo e muore sul colpo. Inutili i tentativi di rianimarla. Le fiamme intanto divorano dall’interno la vecchia palazzina. Alcuni solai crollano, quattro sono in tutto gli appartamenti devastati. Dalle verifiche dei vigili del fuoco emerge che ben diciotto famiglie, in parte residenti nella palazzina adiacente, devono lasciare le proprie case, divenute inagibili.

La protezione civile comunale cerca per loro una sistemazione alternativa, mentre la polizia è al lavoro per identificare l’immigrata morta: i suoi documenti sono andati distrutti nel rogo, la gente del palazzo ne conosceva l’età e il soprannome ma non l’identità. Che neanche l’esame delle impronte digitali, al momento negative, hanno saputo svelare. (ANSA)

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