Lettera di un padre che chiede giustizia per il figlio morto.

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dal lettore Ciro Ponzo riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

Vorrei Portare alla vostra attenzione un ennesimo caso di ingiustizia da parte della Nostra Magistratura, dove non solo mio figlio di appena 19 anni vittima di un tragico incidente stradale perde la vita ma la stessa non fà il suo corso evitando diversi capi di reati assai gravi come vi evinco in questa mia,

per tanto, vengo a chiedere il vostro aiuto nel poter valutare di pubblicare un articolo per fare chiarezza e poter dare la giusta dignità e giustizia che un genitore devastato da un dolore disumano cerca di dare al proprio  figlio e di conseguenza a tutte le sfortunate vittime della strada.

 

Oggetto MEMORIA

Il sottoscritto Ciro Ponzo, nato a Napoli il 03/04/1970, residente in Mariglianella (NA) alla via Roma 171 tel. 3383287173 in qualità di genitore di Bruno Ponzo, deceduto in data 21/02/2017 per LINCIDENTE  STRADALE causato dal conducente,  Giulio  Sodano

 

Dichiara i seguenti fatti:

In data 21/02/2017 durante le prime ore del mattino vengo informato dai miei genitori che mio figlio Bruno di anni 19 aveva subito un grave incidente automobilistico e versava in condizioni assai gravi presso l’ospedale di Nola (NA).

Una volta giunto sul posto vengo accompagnato direttamente nella sala mortuaria dello stesso   dove vi era la salma di mio figlio Bruno in condizioni a dir poco devastanti.

Poco dopo, chiedo ai Carabinieri li presenti, il V. Brig. Prisco Angelo e Rossino Clemente del C.C. di Castello di Cisterna che avevano scortato il Sodano e l’ambulanza con a bordo mio figlio Bruno e Carmine Infelice  di poter parlare con loro per chiedere spiegazioni dell’incidente.

Entrambi i ragazzi,  Giulio Sodano e Carmine Infelice, mi narrano che si trovavano insieme a mio figlio ed erano andati a mangiare una pizza e che nel rientro verso casa  alle ore 00:30 circa, mentre Giulio Sodano alla guida della sua auto Fiat punto,  tenendo una velocità variabile tra i 40/50 km orari, in via Marigliano, all’ altezza dell’incrocio per la statale 268 percorrendo la strada da Somma Vesuviana direzione Marigliano  un auto proveniente da senso opposto, all’improvviso esegue una manovra di inversione ad u.

Per evitare la collisione con l’altra vettura, il Giulio Sodano, frena  per poi perderne il controllo della stessa impattandosi in un muro.

Una volta arrestata la loro vettura sono accorse diverse persone le quali hanno chiamato il 118 e che sempre il Sodano, dichiarava che l’ambulanza sia arrivata dopo oltre 45 minuti nel mentre mio figlio Bruno era a terra ancora vivo.

A differenza, il Carmine Infelice dichiara che all’impatto è subito svenuto e di aver ripreso conoscenza poco dopo.

Dell’auto che si presume avesse tagliato la strada non sono stati capaci di fornirmi alcuna notizia.

Quanto sopra scritto viene appreso dal PM di turno (Sost. Proc. Dr. CAPASSO del Tribunale di Nola)

e che a mezzo informativa di reato Nr. 52/10 del 21/2/2017 fattagli pervenire dal comandante dei Carabinieri di Somma Vesuviana Mar. Ca Alessandro GAMBINO dove nella stessa richiede alla direzione sanitaria dell’ Ospedale di Nola gli esami tossicologici del conducente dell’ auto SODANO Giulio,  di cui si fa riserva di comunicarli.

sempre nella stessa si evince che sia il Sodano che Infelice vengono dimessi dal P.S. e lasciati andare senza neanche aspettare i risultati tossicologici.

Il test risulterà positivo sia alla cocaina che alla cannabis come da referto nr. 76004786 però si è deciso di  lasciare andar via un assassino per poi fargli sapere , quasi come essersi presentati per un colloquio di lavoro.

Faccio presente che gli arresti immediati del Sodano erano obbligatori come da legge, tanto è vero , in un analogo incidente avvenuto una settimana dopo sempre nel territorio Nolano,  per il povero Arcangelo Sepe questo non è accaduto.

Per tanto mi chiedo: Come possibile che nello stesso stato di diritto lo stesso caso venga trattato diversamente ?

A quanto sentito, onestamente non ho creduto ad una sola parola dei ragazzi, viste le condizioni trovate sul cadavere di mio figlio e per tanto indago personalmente sull’accaduto.

Recatomi sul posto a poche ore dalla TRAGEDIA mi rendo conto che l’incidente avviene ben oltre l’incrocio sopraccitato, che non esiste alcuna traccia di pneumatici che avalli la frenata della vettura e che la stessa auto percorreva la strada a velocità sostenuta vista anche la notevole distanza dell’arresto dell’auto con l’impatto iniziale.

Ricreando una sorta di dinamica, (confermata con meno informazioni dopo diversi mesi dal perito incaricato dalla magistratura l’ing. Mirabelli Gerardo) l’auto perde aderenza dall’asfalto e in un movimento di semi-rotazione subisce un primo impatto violentissimo in un angolo di muro dove la porta posteriore destra  viene strappata via , nello stesso impatto si piega lo chassis dell’auto, mio figlio si spezza la gamba dx, sbatte contro il sedile anteriore  e tornando in dietro con il capo si squarta il cranio per la lamiera implosa della struttura portante della porta.

Ancora la vettura inizia a girare su se stessa e mio figlio Bruno, viene scaraventato per terra dall’altro lato della strada con un volo di oltre 10 mt rompendosi ulteriormente anche la spalla.

La vettura ha un secondo impatto, continua a girare fino ad un terzo impatto dove si ferma fuori ad un negozio di bomboniere denominato La Bottega della Fantasia.

All’esterno di questo negozio noto una telecamera esterna che inquadra il punto preciso dove si ferma la vettura  (Le registrazioni di tale telecamera non verranno mai acquisite nonostante richiesta del successivo PM la Dott.ssa Vitagliano ai Carabinieri di Somma Vesuviana con Proc. n° 1412 – 2017 R.G.N.R. rif. 52/10 poichè dagli stessi in data 21/4/2017 con prot. nr. 52/10-5 firmata dal Comandante, Mar.”A”s. UPS. Raimondo Semprevivo, dichiara che : in relazione al procedimento penale in oggetto, si comunica che sul posto ove si è verificato il sinistro stradale, non vi sono telecamere di video sorveglianza sia pubbliche che private, utili all’indagine.

ill negozio denominato ” La Bottega della Fantasia”, ha soltanto una telecamera esterna ma con inquadratura solo alla porta d’ingresso dell’attività.

 

Tanto dichiarato non risulta a verità poichè ribadisco che il sottoscritto ha visionato le registrazioni video del sopraccitato negozio e da per certo che nelle  stesse si poteva  vedere perfettamente cosa accaduto in quelle ore  se si fosse sequestrato in tempo l” hard disc, infatti :

 

Entro nel negozio, mi presento e chiedo se cortesemente posso avere accesso al sistema di sorveglianza video per vedere parte dell’accaduto.

Lo stesso proprietario a dire il vero si presta subito disponibile autorizzandomi a controllare ben specificando che un suo amico alcuni giorni prima aveva operato sul sistema.

Durante la ricerca mi rendo conto che il sistema non risponde e per tanto chiedo  di poter ritornare con un tecnico competente.

Nella stessa giornata ritorno sul posto e assieme a persona esperta ci accorgiamo che stranamente dalle registrazioni di diversi mesi della telecamera che inquadrava il punto esatto del sinistro e il passaggio di auto, mancano 5 giorni di registrazioni tra cui proprio le registrazioni dell’incidente dalle ore 18.01 del 21/02/2017 a ritroso fino alle ore 09.09 del giorno 16/02/2017

 

In quel momento scatto delle foto con il mio telefonino sia al monitor dove si evincono gli orari presumibilmente cancellati che al sistema operativo.

Nel  mentre,  il proprietario del negozio , cambia atteggiamento nei miei confronti in quanto non voleva facessi foto.

A questo punto esco e vado via conservandomi le foto.

Nel pomeriggio mi reco presso il cimitero di Marigliano dove sepolto Bruno incontro Carmine, e siccome andava e veniva ripetutamente sembrandomi agitato ma non solo per la perdita del suo amico, mi ha insospettito tanto da fermarlo e  parlarci,

nella conversazione gli faccio presente che i fatti a me narrati non sembravano corrispondessero a verità e che dalle sue dichiarazioni  stava solo proteggendo l’altro ragazzo per omicidio stradale e di conseguenza se questo fosse successo ne sarebbe risultato complice.

A queste mie parole il Carmine, mi confessa che effettivamente come immaginato non vi era alcuna auto che avesse tagliato la strada che viaggiavano a velocità sostenuta e che il Giulio che era alla guida aveva fatto uso di sostanze stupefacenti .

Ovviamente anche nel rispetto di mio figlio lo invito a rivedere la sua deposizione e confessare la realtà ai Carabinieri .

Ritornando nuovamente sul posto dell’incidente alla ricerca di ulteriori indizi o informazioni grazie ad un’altra persona vengo a conoscenza che mio figlio Bruno viene ritrovato da due ragazzi che si trovavano di passaggio su quella strada perché stavano andando a prendere un caffè dopo aver smesso di lavorare, vengo a conoscenza di come si chiamassero e dove poterli rintracciare e così ho fatto, anche in questo caso ho registrato tutta la conversazione poi depositata invano agli atti, in essa  mi viene raccontano di aver visto per caso mio figlio Bruno che giaceva in un terreno adiacente alla strada per merito del luccichio del suo orologio, entrambi hanno subito cercato di dargli soccorso uno in particolare cercava di parlarci per capire se era cosciente o meno, lo stesso gli ha tenuto la lingua fino all’arrivo dei soccorsi per evitare un soffocamento. (anche questi ragazzi sono stati da me menzionati e mai ascoltati)

 

Nella stessa giornata vengo contattato dal Comando Carabinieri di Somma Vesuviana dal Maresciallo Gambino per il riconoscimento del telefonino di mio figlio da loro acquisito poi.

Allo stesso Maresciallo, metto a conoscenza di tutto quanto sopra scritto e scoperto, tanto che immediatamente dopo contatterà il Carmine per un ulteriore colloquio.

Il giorno successivo incontro nuovamente al cimitero il ragazzo di cui sopra e mi dice di essere stato convocato dai Carabinieri e di aver raccontato tutta la verità.

Successivamente a quanto sopra, emergono ulteriori informazioni alla vicenda:

– all’ andata i ragazzi nell’auto avevano accompagnato un quarto amico

 

– che subito dopo l’incidente, il Giulio, scendendo dall’abitacolo si reca  alla parte posteriore della vettura dove apre il portellone dell’auto ed estrae stupefacenti che trasportava e che a breve tempo assieme al cugino Luigi Di Falco che contatta telefonicamente fanno poi scomparire occultandone le prove. (anche questo reato ne il complice del reato vengono mai considerati)

 

 

  1. NB. a questo atteggiamento il sottoscritto chiede anche nei confronti del Sodano l’omissione di soccorso come condanna, innanzitutto perche il primo pensiero sarebbe dovuto essere quello di dover chiamare il 118  sia per il Carmine Infelice che per mio figlio Bruno il quale non si era neanche accorto che non era nell’abitacolo, ma ha saputo solo contattare il cugino per occultare droga  ed inventarsi una realtà diversa per scagionarsi come fà anche con l’Infelice.

 

Una mia considerazione: Forse il Sodano si sarà accorto della telecamera del negozio di bomboniere sopra menzionato, inoltre deducendo dalle riprese mancanti,  dall’ informativa dei CC  si può considerare il fatto che abbia mandato qualcuno a cancellare quanto registrato e far spostare la direzione della inquadratura ? una cosa è certa e mi ripeto, la telecamera inquadrava esattamente il punto del sinistro.

Tanto è vero che ne ho fatto immediata comunicazione al Comandante Gambino ma le registrazioni non sembra siano state neanche visionate.

 

A tale richiesta di condanna presentata dal sottoscritto in data 22 Novembre 2017 per ipotesi di omissione di soccorso, segue richiesta di Archiviazione per l’art. 408 c.p.p. da parte del PM Dott.ssa Vitagliano in data 29/12/2017  con R.G.N.R. n° 9048 2017 per l’insussistenza dell’ipotesi delittuosa ipotizzata atteso che dalla ricostruzione della vicenda alla luce delle indagini svolte, delle conversazioni in atti e dalla annotazione della polizia giudiziaria in ordine alla collocazione delle telecamere che rende superflua ogni attività d’ indagine e da ultimo la presenza sul posto del sodano che non si è dato alla fuga.

 

In data 19/01/2018 presento ATTO di OPPOSIZIONE che ancora una volta in data 22/01/2018 viene rigettato dal GIP Dott. Luigi Picardi per i seguenti motivi: che è emerso con chiarezza che nè il conducente del veicolo nè il passeggero dello stesso si allontanarono dal luogo dell’ incidente e che i soccorsi furono chiamati, sia pure da una terza persona, con immediatezza per cui non si capisce in che cosa sarebbe dovuto consistere il soccorso omesso. Dichiara l’inammissibile l’opposizione presentata dal sottoscritto e dispone l’archiviazione del procedimento.

 

Ennesima considerazione !! come sarebbe scappato il Sodano dal luogo dell’incidente considerando un veicolo che ne era impossibilitato poiché distrutto, ricordiamoci che assieme a lui c’era un passeggero che fortunatamente ne è uscito vivo e che non credo si sarebbe inventato di una  persona fantasma alla guida, dalla stessa vettura si sarebbe potuto risalire facilmente a chi appartenesse dalla targa ecc. poi consideriamo ancora che sono giunte diverse persone nonchè testimoni di quanto accaduto e visto che nonostante abbia menzionato non sono mai stati chiamati a deporre per niente ! ma il fatto non è questo ma bensì che il sodano non se ne è fregato di chiamare i soccorsi ma ha pensato solo a far scomparire la droga e studiare come salvarsi da ulteriori condanne.

Il 118 poi è stato chiamato da terzi i quali nessuno si è incaricato di sapere da chi e a che ora (fatto eccezione del sottoscritto)

 

Morale della storia:

ciò dimostra che se si è colpevole di un incidente stradale, dove una vita umana giace per terra in gravissime condizioni e non sai se vivrà oppure no e un’altra è ferita gravemente e sotto shock e  non chiami i soccorsi per aiutarli essendo l’unico “responsabile illeso” ma aspetti che lo faccia qualcun altro dopo tempo e resti li senza scappare via, la legge non ti condanna.

Come pure guidare sotto effetto di stupefacenti e provocare un incidente mortale , essere sottoposto ai test tossicologici che ti vengono fatti ma che poi ti faranno sapere pur risultandone positivo, la legge non solo non ti arresta ne tanto meno viene a farlo nonostante i risultati, ma ti lascia libero di continuare la tua vita in attesa di un rinvio a giudizio dopo oltre un anno dall’accaduto.

Ancora trasportare droghe, occultarne le prove chiamando terze persone, sempre dalla legge non è dovuto indagare sul fatto nonostante denuncia del fatto perchè sufficiente discutere il tutto  in data 13 marzo 2018 solo per il reato di omicidio stradale con aggravante!

In data 13 marzo 2018 primo rinvio per astensione nazionale degli avvocati alla data del 11 aprile 2018.

 

Del nome del Luigi Di Falco, che fosse il cugino del Sodano e che abbiano fatto scomparire droghe dall’auto,  ne vengo a conoscenza da Carmine Infelice che oltre a confermarlo verbalmente al Comandante dei Carabinieri Gambino lo fa anche tramite messaggi e registrazioni intercesse a mezzo telefonini su whatsapp.

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