È attiva da pochi giorni la Clinica del Lipedema, un centro di eccellenza dove poter effettuare trattamento conservativo della patologia.
I pazienti sono seguiti da un team di professionisti che collabora in modo integrato.
Con sede a Casalnuovo di Napoli, e diretto dalla dottoressa Nadia Aprea, fisioterapista dermatofunzionale, il centro offre un servizio altamente specialistico per il corretto inquadramento del lipedema.
Lipedema, cos’è
Una patologia questa, cronica, degenerativa e invalidante del tessuto adiposo, che se trascurata, può portare anche a severi quadri di disabilità. Focus quindi sulla complessità della diagnosi differenziale, della stadiazione e tipizzazione; passaggi fondamentali per pianificare un percorso terapeutico efficace ma soprattutto per evitare trattamenti inadeguati e potenzialmente dannosi.
Le strategie terapeutiche di tipo conservativo – come la dieta, l’attività fisica, e le tecniche sia manuali sia strumentali – rappresentano la risposta ideale per prevenire le complicanze, preservare la funzionalità degli arti inferiori e migliorare lo stato di salute generale. L’obiettivo della clinica di Casalnuovo è la presa in carico globale dei pazienti al fine di far regredire i sintomi e rallentare la progressione della malattia.
Intervista alla D.ssa Aprea
Il dolore è un sintomo frequente. Ci spiega nel dettaglio la differenza tra lipedema e linfedema?
La diagnosi differenziale tra queste due condizioni è uno dei passaggi cruciali in ambito clinico, poiché un errore imposterebbe un piano terapeutico fallimentare. Sebbene entrambe le patologie si manifestino con un aumento di volume degli arti, la loro eziologia, la composizione del tessuto e la presentazione clinica sono profondamente diverse. Il dolore è potenzialmente un sintomo di entrambe le patologie ma nella stragrande maggioranza dei casi colpisce il Lipedema.
Nel linfedema è più raro avvertire dolore.
Differenza tra lipedema e linfedema
– Lipedema: È una malattia cronica e progressiva del tessuto connettivo e adiposo, caratterizzata da un accumulo anomalo, fibrotico e bilaterale di grasso, principalmente negli arti inferiori (dai fianchi alle caviglie, con il classico segno del “braccialetto” o risparmio del piede) e talvolta negli arti superiori. Il sistema linfatico, nelle prime fasi, è perfettamente integro, anche se può andare in sovraccarico (lipolinfedema) negli stadi avanzati a causa della compressione meccanica esercitata dal tessuto adiposo ipertrofico.
– Linfedema: È una patologia causata da un deficit primitivo o secondario del sistema linfatico (es. asportazione di linfonodi, traumi, infezioni). Si tratta di un accumulo di liquido interstiziale ricco di proteine (linfa) dovuto a un fallimento del trasporto linfatico.
Lipedema e fisioterapia dermatofunzionale, perchè?
La Fisioterapia Dermatofunzionale rappresenta l’anello di congiunzione perfetto nel trattamento del lipedema perché agisce direttamente sulle alterazioni strutturali della patologia cercando di arrivare alla causa.
Il lipedema non è un semplice inestetismo o un accumulo di adipe da sovrappeso: è un tessuto infiammato, ipossico (carente di ossigeno) e progressivamente fibrotico.
Cosa fa la fisioterapia dermatofunzionale
La fisioterapia dermatofunzionale interviene su più fronti:
– Riduzione dell’infiammazione e del dolore: Attraverso l’uso di terapie fisiche strumentali e manuali.
– Rimodellamento della matrice extracellulare: Le tecniche manuali profonde e le tecnologie mirano a destrutturare i tralci fibrosi che ingabbiano i noduli di grasso, migliorando l’elasticità cutanea e la compliance del tessuto.
– Stimolazione del microcircolo e del ritorno linfatico: Si riduce la permeabilità capillare alterata, prevenendo il microedema interstiziale che alimenta il circolo vizioso “infiammazione-fibrosi”.
Qual’è il vostro protocollo nel percorso di cura?
Un approccio terapeutico moderno e personalizzato per il lipedema è ciò che quotidianamente facciamo nella nostra clinica. L’integrazione di tecniche di terapia manuale con terapia strumentale amplia sempre più gli orizzonti potendo gestire il Lipedema sotto più punti di vista potendo prendere in carico la paziente in modo totale postura, deficit di attivazione muscolare, deficit di equilibrio, disbiosi intestinale, dolore, fragilità capillare.
A seguito della prima fase: da noi definita INTENSIVA di passa ad una fase che ritengo la più importante: di mantenimento. L’educazione terapeutica della paziente ad uno stile di vita sano con l’introduzione di buone e sane abitudini quotidiane fa sì che la paziente non diventi schiava della patologia ma riesca a gestirla nel migliore dei modi e in modo autonomo.
Una malattia con forte prevalenza femminile. Conferma?
Assolutamente sì, la conferma è totale. Il lipedema è una patologia quasi esclusivamente femminile. La prevalenza epidemiologica mostra che la stragrande maggioranza dei casi clinici riguarda le donne, tanto che la letteratura scientifica stima che possa colpire, in vari stadi di gravità, fino all’11% della popolazione femminile mondiale.
I fattori scatenanti sono strettamente legati a:
1 Componente Ormonale Estrogenica: La malattia esordisce o si aggrava quasi sempre in corrispondenza di importanti switch ormonali femminili: pubertà, gravidanza, assunzione di contraccettivi orali e menopausa. Gli adipociti delle zone colpite presentano una differente espressione e sensibilità dei recettori per gli estrogeni.
2 Predisposizione Genetica: È comune riscontrare una familiarità marcata (linea materna: madre, nonna, zie), suggerendo una trasmissione genetica autosomica dominante a penetranza limitata al sesso femminile.
Ci descrive un caso clinico da lei trattato con successo?
Donna, 34 anni, affetta da Lipedema al II Stadio, Tipo 3 (coinvolgimento di glutei, cosce e polpacci, con cute a buccia d’arancia e nodularità diffusa palpabile).
Sintomatologia iniziale: La paziente lamentava dolore sordo costante (VAS 7/10), pesantezza invalidante a fine giornata, frequenti ecchimosi spontanee e profonda frustrazione psicologica dovuta a continui fallimenti con diete ipocaloriche standard e allenamenti ad alta intensità (che aumentavano l’infiammazione e il dolore).
Il Percorso Terapeutico
Si è impostato un lavoro sinergico di 1 seduta settimanale
– Settimane 1-4 (Focus su Dolore e Infiammazione): fotobiomodulazione per ridurre il dolore associata a linfodrenaggio manuale delicato per alleggerire il carico idrico interstiziale. Introduzione del leggins compressivo 18-23 mmhg durante le attività quotidiane.
– Settimane 5-12 (Focus su Fibrosi e Rimodellamento): Inserimento di ultrasuoni focalizzati ad alta potenza (1 volta a settimana) sulle zone a maggior densità nodulare (faccia interna del ginocchio e coscia laterale), seguite da radiofrequenza monopolare per riossigenare i tessuti e compattare la matrice dermica.
Risultati Ottenuti
Al termine del percorso riabilitativo, i parametri hanno mostrato un netto miglioramento:
Abbattimento del dolore: Il punteggio della scala VAS è sceso da 7/10 a 1/10 (dolore avvertito solo a pressioni estremamente intense).
Riduzione volumetrica e tessutale: Si è riscontrata una riduzione millimetrica della circonferenza degli arti (media di -3,5 cm sulla coscia), ma il dato più eclatante è stato il cambio di consistenza del tessuto: i macronoduli si sono ridotti e la cute ha riacquistato un aspetto liscio, compatto e una drastica riduzione della fragilità capillare (scomparsa delle ecchimosi spontanee).
Qualità della vita: La paziente ha ripreso a camminare a lungo senza sintomi di pesantezza e ha beneficiato di un forte impatto positivo sulla propria immagine corporea.
Sabrina Ciani





























































