“L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato” ha scritto su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda”.
“La tragica scomparsa del piccolo Domenico lascia un grande dolore e un senso di profonda ingiustizia. Alla sua famiglia giunga il sentito cordoglio del Senato della Repubblica”. Così sulla sua pagina Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Una preghiera per il piccolo Domenico” la posta sui social il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Che Dio possa accoglierlo tra le sue braccia. Il coraggio della sua mamma, Patrizia, sia d’esempio a tutti noi. Oggi ci stringiamo al suo dolore. Un dolore che sento mio dal profondo del cuore. Riposa in pace, piccolo angelo”, scrive Tajani su X .
“Una vicenda tristissima, finita purtroppo nel peggiore dei modi, perché si sono create tutte le condizioni negative”. Lo dice con voce rotta, all’Adnkronos Salute, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. “Ho apprezzato molto la dignità della famiglia, la mamma Patrizia e il papà Antonio, ai quali va tutta la vicinanza dell’Ordine nazionale dei medici”, afferma Anelli. “La nostra – riflette – non è una medicina infallibile: a volte può essere segnata da errori e negligenze. Fa parte della natura umana sbagliare. Purtroppo non siamo infallibili”.
Sulla vicenda, che per ora ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 6 sanitari, il presidente dei medici italiani ribadisce la fiducia nei giudici: “Era prevedibile che si aprisse un’indagine. Ora sarà la magistratura a fare piena luce su quanto accaduto. Abbiamo piena fiducia che venga chiarita ogni responsabilità”.
Va avanti, intanto, l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico. Nel pomeriggio di sabato i carabinieri del Nas, hanno sequestrato i cellulari di medici e paramedici dell’ospedale Monaldi, indagati nell’ambito delle indagini, coordinate dalla Procura partenopea, per il trapianto di cuore fallito dello scorso 23 dicembre. Le indagini sono volte anche a ricostruire le comunicazioni intercorse tra medici e paramedici nel giorno del trapianto.
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