Il Mondo che non c’era, mostra di oggetti di popoli precolombiani al Museo Archeologico Nazionale.

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Non solo il pomodoro, ma anche il pallone: quanti sanno che le più grandi passioni dei napoletani sono di origine ‘precolombiana’? Di vita, costumi e cosmogonie delle culture Meso e Sudamericane prima di Colombo, raccontano le 200 opere d’arte della Collezione Ligabue da oggi esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nella grande mostra, la prima organizzata nel sud Italia, ‘Il mondo che non c’era’, dagli Olmechi ai Maya, dagli Aztechi agli Inca, popoli che avevano prosperato per migliaia di anni prima della conquista delle Indie che scardinò la visione culturale del tradizionale asse Roma – Grecia – Oriente.

Ed ecco che proprio nella ‘casa’ delle meraviglie pompeiane arrivano le rarissime maschere in pietra di Teotihucan, i vasi Maya d’epoca classica, le statuette antropomorfe della cultura Olmeca, che tanto affascinarono Diego Rivera e Frida Kahlo, e le enigmatiche sculture Mezcala che collezionarono André Breton e Paul Eluard.

azE ancora, sempre dal Messico, statuette policrome di ceramica cava della cultura di Chupicuaro, (400 e il 100 a.C.), urne cinerarie (dal 200 a.C. al 200 d.C.) della cultura Zapoteca, sculture Azteche, Veneri ecuadoriane di Valdivia, oggetti Inca, tessuti e vasi della regione di Nazca, manufatti dell’affascinante cultura Moche, straordinari oggetti in oro.

E come è noto fu proprio l’oro a spingere nelle Ande spagnoli ed avventurieri alla ricerca dell'”El Dorado”, uno dei grandi miti che alimentarono la Conquista e che annienterà queste culture insieme alle malattie venute dal vecchio continente.

Una mostra che è anche occasione per ricordare il legame di Napoli con l’immenso impero spagnolo, cresciuto a dismisura all’epoca dei Conquistadores, e portatore di ricchezze a scapito di quei popoli.

Oltre all’atzeco pomodoro anche alimenti come il cacao e patate arrivarono, per mediazione, delle cucine della Corte spagnola nella tradizione alimentare del regno di Napoli. Così come anche dal nuovo mondo. (ANSA)

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