Mondragone, non si placa la tensione.

Residents living in a building inside the red zone where new 49 cases of coronavirus infections were confirmed, protest in Mondragone, Southern Italy, 25 June 2020. Still tension in Mondragone (Caserta), at the ex Cirio buildings, between the Italian demonstrators who preside over the access gate and the Bulgarians who live inside the red zone. A Bulgarian threw a chair from the balcony, Italians responded by throwing stones and breaking through the windows of parked Bulgarian cars. Then they showed the plates of the cars like trophies. A crowd gathered below the palace, accusing the police of "being too permissive with the Bulgarians". ANSA/CIRO FUSCO
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Ancora tensione nella notte a Mondragone nell’area dei palazzi ex Cirio, che da lunedì è zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da coronavirus, diffusi in particolare nella comunità bulgara che abita lì.

Verso le 2 i vigili del fuoco sono intervenuti per l’incendio di un furgoncino in viale Margherita, a ridosso dei palazzi.

Il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un bulgaro. Dai primi accertamenti sembra che la causa sia dolosa e che sia stata usata una bottiglia incendiaria.

“Quello che sta accadendo in queste ore a Mondragone è l’epilogo di quanto avevamo denunciato fin dal primo giorno, quando con i nostri attivisti sul posto abbiamo dimostrato l’assoluta assenza di qualunque forma di controllo. Non è stata messa in campo alcuna misura di carattere sanitario, né è stato previsto il coinvolgimento, che sarebbe stato più che opportuno, della Protezione civile. E’ la dimostrazione che le ordinanze di De Luca sono solo spot sulla carta, conditi da metafore buone per le sue dirette e per ispirare le gag di Crozza, e che se in questa regione stiamo uscendo da questa emergenza non con le ossa rotte, è solo per il senso di responsabilità dei nostri cittadini. Bisognava prevedere una task force operativa sul territorio, con mediatori culturali ed esperti che intervenissero anche sul piano sociale, oltre che su quello sanitario. E non parliamo con il senno di poi, ma in linea con una delle tantissime proposte che abbiamo prodotto nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria”. Lo dichiara la candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino.

“Fare un provvedimento e poi abbandonare una comunità a se stessa – prosegue Ciarambino – è il leit motiv della gestione dell’emergenza da parte di De Luca. Di cittadini malati e abbandonati nelle loro abitazioni ne abbiamo perso il conto. E oggi, a causa dell’arroganza mista alla distrazione da campagna elettorale del governatore uscente, si rischia di far estendere un focolaio che poteva essere contenuto facilmente e con misure adeguate, mettendo a serio rischio un’intera comunità”.

“Aveva accusato il governo di scaricare le decisioni anti-Covid sulle Regioni, poi aveva annunciato di voler bloccare l’ingresso di italiani in Campania, quindi aveva parlato di lanciafiamme contro gli assembramenti. Alla prova dei fatti, il bullo Vincenzo De Luca si ritrova un focolaio a Mondragone e per risolvere la situazione corre a piagnucolare al Viminale. Troppo tardi: si segnalano lanci di pietre e sedie, auto danneggiate, insulti alle Forze dell’Ordine. Dov’è il lanciafiamme?”.
Lo dice il deputato Nicola Molteni, segretario della Lega in Campania.

 


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