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Montesanto, Piantedosi a Napoli mercoledì

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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Napoli mercoledì alle 14, in Prefettura, per partecipare alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Una visita annunciata dallo stesso titolare del Viminale all’indomani dei gravissimi fatti di piazzetta Montesanto, dove una rissa tra due gruppi criminali è degenerata in una sparatoria in mezzo alla folla.

La rissa e la sparatoria: due gruppi criminali contrapposti

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, stanno delineando un quadro sempre più chiaro: a fronteggiarsi in piazzetta Montesanto sarebbero stati due gruppi criminali, legati a dinamiche di malaffare che potrebbero riguardare droga o truffe agli anziani.

Da un lato: Giovanni Calvanese, 38 anni, arrestato e in carcere per il possesso di una pistola calibro 9 non registrata e 12 proiettili e i suoi sodali.

Dall’altro: Giuseppe Triuolo, 30 anni, che ha sparato due colpi in aria con una pistola non ancora ritrovata, Emanuele Iaccarino, 38 anni, ripreso mentre si aggirava tra la folla con un AK-47, identificato grazie ai tatuaggi ed Arianna Rossetti, 32 anni, compagna di Iaccarino, accusata di aver fatto sparire la pistola usata da Triuolo.

Secondo gli investigatori, i video girati dai presenti — diventati virali in poche ore — mostrano chiaramente la presenza di circa dieci persone, tra cui diverse donne, coinvolte a vario titolo nella rissa.

Le armi e i movimenti dei gruppi

Le ricostruzioni degli inquirenti aggiungono dettagli significativi:

la pistola usata da Triuolo sarebbe stata nascosta da Rossetti prima in un negozio, poi in una Fiat Panda nella disponibilità dello stesso Triuolo;

il Kalasnikov imbracciato da Iaccarino è stato ritrovato sotto la sua auto, dove sarebbe stato nascosto da due donne;

i fermati, come dimostrano biglietti per l’estero, richiesta di passaporto e bagagli pronti, erano in procinto di lasciare Napoli.

Sull’arma sequestrata a Calvanese saranno eseguiti accertamenti balistici.

Il prefetto: vigilanza rafforzata

Il prefetto Michele di Bari, subito dopo i fatti, ha disposto un rafforzamento della vigilanza in tutta la zona di Montesanto, mentre le indagini proseguono per chiarire i motivi della violenta contrapposizione.

Il questore Agricola: “Lo Stato ha risposto subito”

Il questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha sottolineato la tempestività dell’intervento:

«La risposta dello Stato è stata immediata: in 24 ore siamo arrivati ai responsabili grazie alla conoscenza dei fenomeni delinquenziali e del territorio.»

Agricola ha evidenziato anche il ruolo decisivo della videosorveglianza:

«Quasi il 70% degli omicidi dell’anno scorso sono stati risolti grazie ai sistemi di videosorveglianza.»

«Napoli è una città metropolitana da tre milioni di abitanti: serve investire ancora di più nella tecnologia.»

Baby gang e camorra: un intreccio sempre più evidente

Il questore ha confermato che tra le dinamiche della violenza giovanile e la criminalità organizzata esiste un intreccio strutturale: giovani inseriti in famiglie camorristiche; altri che gravitano attorno ai clan pur non avendo legami familiari diretti.

Verso la riunione di mercoledì

La presenza del ministro Piantedosi a Napoli arriva in un momento di forte attenzione sulla sicurezza urbana. La riunione in Prefettura servirà a: fare il punto sulle indagini; valutare ulteriori misure di controllo del territorio; rafforzare la strategia contro la violenza giovanile e le dinamiche criminali nei quartieri centrali.

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