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Morte Chiara Jaconis, rinviati a giudizio genitori 13enne

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Sono stati rinviati a giudizio i genitori del ragazzino ritenuto responsabile – ma non imputabile, poiché tredicenne all’epoca dei fatti – della morte di Chiara Jaconis, la turista padovana di 30 anni deceduta il 17 settembre 2024 dopo essere stata colpita alla testa da una pesante statuetta precipitata da un’abitazione dei Quartieri Spagnoli.

La decisione è stata assunta oggi nell’aula 213 del Tribunale di Napoli, al termine dell’udienza preliminare. Il processo inizierà il 23 ottobre davanti al giudice monocratico della prima sezione.

L’accusa: omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza

I due imputati, stimati professionisti napoletani, dovranno rispondere di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza. Entrambi hanno sempre sostenuto di non essere proprietari della statuetta – un oggetto raffigurante un dio egiziano – dalla quale si sarebbe staccato il frammento che ha colpito la giovane turista.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la statuetta sarebbe precipitata dal balcone dell’abitazione e, urtando una sporgenza, si sarebbe infranta, generando il grosso frammento che ha colpito Chiara mentre passeggiava nel vicolo.

Il minore non imputabile

Il tredicenne, ritenuto autore materiale del lancio, era stato prosciolto dal Tribunale per i minorenni perché non imputabile in base all’età.

La Procura ha quindi concentrato l’azione penale sui genitori, ritenendo che non avessero esercitato un’adeguata vigilanza.

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