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Morte Domenico, l’avvocato: altri casi di organi ghiacciati

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Non è il primo caso di organi da trapiantare ghiacciati, come nella vicenda di Domenico Caliendo.

C’è il caso di un rene ‘ghiacciato’ denunciato da Avio Nord durante un recente convegno dell’Aido dove ero presente, hanno riferito che ci sono stati altri casi. A loro è noto che sia una condizione che si possa verificare, dovrebbe essere chiaro anche ai chirurghi che devono attendere prima di espiantare gli organi”.

Lo spiega all’Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto all’ospedale Monaldi di Napoli a febbraio dopo il trapianto di cuore fallito il 23 dicembre 2025 poiché l’organo proveniente dall’ospedale San Maurizio di Bolzano era giunto ‘ghiacciato’, perché conservato a temperatura troppo bassa, presso la struttura sanitaria campana e quindi inutilizzabile.

Cuore ghiacciato non è caso isolato

Il riferimento del legale della famiglia Caliendo è a quanto emerso qualche giorno fa all’evento a Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, ‘Il dono della vita nel sistema trapiantologico’ organizzato dall’Associazione italiana per la donazione organi (Aido), con la testimonianza di rappresentanti della compagnia aerea Avionord – con basi a Milano, Bergamo e Roma – che si occupa, tra l’altro, anche del trasporto di organi, a proposito di altri organi ‘ghiacciati’ durante il trasporto tra le strutture ospedaliere. In particolare, si fa riferimento ad un rene ‘ghiacciato’ a causa dell’uso di ghiaccio a -40 gradi.

“Io ho rilevato la questione e l’ho sottoposta alla Procura di Napoli, perché sta passando il messaggio che il cuore “ghiacciato” arrivato al Monaldi per Domenico Caliendo sia stato un caso isolato, ma basta interrogare un’azienda che si occupa del trasporto degli organi per sapere che non è la prima volta che accade in Italia”, aggiunge Petruzzi spiegando che, “secondo quanto detto dalla dottoressa Gabriella Farina (che eseguì l’espianto del cuore all’ospedale di Bolzano, ndr) e dal cardiochirurgo Guido Oppido (il primario del Monaldi che doveva trapiantare l’organo sul piccolo Domenico), come parte della strategia difensiva del Monaldi, si sarebbe trattato di un evento eccezionale, imprevedibile. Invece non è vero, quindi avrebbero dovuto prevederlo, perché è già accaduto”.

Non rinunceremo alla costituzione parte civile

“Non siamo disposti a rinunciare alla costituzione di parte civile al processo penale. Gli avvocati dei medici indagati presenti – ha poi aggiunto Petruzzi – al momento della proposta di risarcimento hanno diffidato il Monaldi da procedere in tal senso se la famiglia Caliendo non rinuncerà prima alla costituzione di parte civile nel procedimento penale. Da parte nostra la proposta è inaccettabile e il diniego è netto e il Monaldi si è riservato. Comunque sarà fissato un nuovo incontro a breve, dopo il nuovo interrogatorio di Oppido e di Emma Bergonzoni del prossimo 8 maggio”.


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