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Home Cronaca Morte Domenico, parla il padre: chi ha sbagliato deve pagare

Morte Domenico, parla il padre: chi ha sbagliato deve pagare

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La vicenda del piccolo Domenico, morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo quasi due mesi di coma farmacologico seguiti a un trapianto di cuore fallito, continua a scuotere l’opinione pubblica. A parlare ora è il padre, Antonio Caliendo, 39 anni, che in un’intervista racconta la sua rabbia, la sua incredulità e il peso insopportabile di una perdita che poteva forse essere evitata.

La notizia che ha fatto esplodere l’indignazione è quella del trasporto dell’organo destinato al bambino: un cuore prelevato a Bolzano e portato a Napoli dentro un vecchio frigo da picnic, un contenitore per alimenti risalente a quarant’anni fa. Un dettaglio che, per il padre, rappresenta il simbolo di una gestione approssimativa e inaccettabile di un intervento così delicato.

“Ho visto delle foto incredibili”, racconta Caliendo. “Erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a prendere il cuore con quel frigo”.

Nonostante tutto, il padre non punta il dito contro l’intero ospedale. Ricorda con gratitudine medici e infermieri che sono stati accanto al piccolo senza mai lasciarlo solo. Ma su un nome non riesce a trattenere l’amarezza: quello del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, il professor Oppido. “Non lo voglio vedere nemmeno da lontano”, dice. “Sarà la magistratura a fare chiarezza”.

Caliendo racconta anche un presentimento terribile avuto la sera prima dell’intervento: “Ho detto al mio amico: Lello, sento qualcosa di strano, me lo riporto a casa mio figlio. Pensavo solo ai giochi che facevamo insieme sul lettone”.

Uno dei passaggi più inquietanti del suo racconto riguarda ciò che accadde nei giorni successivi all’operazione. “Dopo Capodanno i medici sparirono tutti. Nessuno ci venne più a dire niente. Era finita, ma noi ancora non lo sapevamo”.

Il clima di tensione culminò in un litigio con le guardie giurate, tre giorni prima della morte del bambino. “Eppure sono state le stesse che poi mi hanno abbracciato sinceramente quando Domenico è morto”.

In un’intervista televisiva, il padre rivela un dettaglio toccante: ai fratellini hanno detto che Domenico “è entrato nel cielo ed è diventato un angelo”. La sorellina di cinque anni piange ogni sera, come lui.

Restano ancora molti punti da chiarire: le procedure seguite, le responsabilità del trasporto, la gestione dell’intervento e del post-operatorio.

La magistratura sta ricostruendo la catena degli eventi, mentre la famiglia attende risposte e giustizia.


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