È morto all’età di 83 anni Luigi Nicolais, ingegnere chimico, accademico e protagonista di primo piano della vita istituzionale italiana degli ultimi decenni. La sua carriera ha attraversato università, ricerca, governo nazionale e amministrazione regionale, sempre con un’attenzione costante ai temi dell’innovazione e della modernizzazione del Paese.
Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dal 2012 al 2016, guidando una fase di rilancio e internazionalizzazione dell’ente, Assessore regionale all’Università e alla Ricerca nella giunta Bassolino (2000–2005), contribuendo alla costruzione di un ecosistema campano dell’innovazione.
Fu inoltre Deputato della Repubblica dal 2008 al 2012 (XVI Legistlatura) e Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello dal 2016 al 2023.
Ingegnere chimico, professore alla Federico II, Nicolais è stato un punto di riferimento nel campo dei materiali polimerici e delle tecnologie avanzate, formando generazioni di ricercatori e contribuendo alla nascita di centri di eccellenza nel Mezzogiorno.
La sua figura ha rappresentato un ponte raro tra mondo scientifico e istituzioni, tra ricerca e politiche pubbliche. Il suo impegno per l’innovazione, la modernizzazione della PA e la valorizzazione del capitale umano resta uno dei tratti più riconosciuti della sua attività.
“La scomparsa di Luigi Nicolais mi addolora profondamente. Da Ministro, da presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, da amministratore, ha saputo interpretare ogni ruolo con una rara capacità di dialogo, di ascoltare con attenzione sincera, di tenere insieme competenze diverse senza mai semplificare o dividere, costruendo ponti tra mondi spesso distanti: la politica e la scienza, le istituzioni e l’università, l’innovazione e la società. Ho sempre ammirato la sua lucidità, la passione per l’innovazione, la fiducia nei giovani, ma anche la sua umanità discreta, il rispetto profondo per le persone e per le idee degli altri. Con Gino se ne va un modo di stare nelle istituzioni e nelle relazioni, fatto di rigore, gentilezza e visione. Il suo insegnamento continuerà a camminare con noi. Buon viaggio, Professore” – è quanto dichiara in una nota Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania.



















































