No ai botti a Capodanno, pensiamo ai nostri amici animali.

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Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, scende ancora una volta in campo per combattere contro la piaga dei botti di fine anno che costituiscono ancora, nel terzo millennio, un grave problema sociale non solo i tanti feriti che generano ogni anno tra le persone ma anche per i danni all’ambiente, principalmente agli animali che, secondo dati raccolti sulla rete, muoiono ogni anno a migliaia per le conseguenze determinate dallo spavento subito nell’occasione.

 

Al riguardo Capodanno ha lanciato sul social network Facebook un apposito gruppo nel quale si conferma un netto no ai botti, chiedendo da parte delle amministrazioni comunali l’adozione di provvedimenti che vietino di far esplodere petardi, fuochi d’artificio e altri articoli pirotecnici su tutto il territorio amministrato in analogia con quanto già fatto anche quest’anno da alcuni Comuni, come quelli di Genova e di Torino.

 

Sul sito del capoluogo piemontese viene riportato il “Regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città” il quale indica, al comma 23 dell’art.9, il divieto “su tutto il territorio del Comune di Torino, di fare esplodere petardi, botti, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici in genere. L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali”. Le sanzioni previste per i trasgressori, colti in flagrante, vanno da 50 a 500 euro, a seconda della situazione di pericolo e del materiale a disposizione.

 

Ogni anno purtroppo molti animali, anche tra quelli d’affezione, perdono la vita a causa di choc indotti dall’esplosione di petardi e botti la notte di Capodanno. Diverse le iniziative per ricordare ai cittadini questa semplice regola di buon senso che permette di salvare la vita a numerosi animali che vivono nelle aree naturali e negli spazi urbani della città e che rappresentano una ricchezza per il nostro territorio.

 

“ Mi auguro che altri Comuni d’Italia vogliano seguire questi esempi – puntualizza Capodanno – a partire dal Comune di Napoli, sia con un’adeguata campagna informativa sui pericoli e sulle conseguenze connesse ai botti, sia emanando appositi provvedimenti, prevedendo pesanti sanzioni per i trasgressori, oltre che intensificando i controlli per il sequestro dei fuochi pericolosi, segnatamente nelle ultime ore che precedono la fine dell’anno, quando lungo le strade e le piazze della città compaiono bancarelle improvvisate  per la vendita dei botti in questione “.

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