Noto commerciante morto, forse suicidio per la crisi.

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È morto ieri il commerciante Umberto Sbrescia, 67 anni, titolare del negozio Sbrescia Photo Specialist Store alle spalle della stazione di piazza Garibaldi a Napoli, per anni incontrastato punto di riferimento di tutti i fotografi professionisti ma anche dei fotografi amatoriali che approcciavano all’arte dell’immagine.

Il corpo di Sbrescia è stato trovato all’interno del negozio di via Silvio Spaventa, dai parenti che – preoccupati non vedendolo tornare a casa – erano andati a cercarlo Si propende per il gesto volontario, ovvero il suicidio, tuttavia sulla vicenda a parte le voci, inevitabili vista la popolarità del personaggio nella ristretta cerchia dei fotografi e dei cineoperatori napoletani, c’è comprensibilmente riserbo e rispetto per la famiglia.

Sono tanti i ricordi che via via stanno spuntando su Facebook, dove molti operatori del settore, soprattutto la “vecchia guardia” dei fotografi di cronaca e di cerimonie (quelli per intenderci che hanno bisogno più spesso degli altri di attrezzature e di manutenzione) ricordano il negozio Sbrescia e il ruolo del suo titolare come punto di riferimento nel settore.

“Il suicidio di Umberto Sbrescia, un onesto esercente messo in ginocchio dalla crisi pandemica dopo un’intera vita trascorsa a tenere in piedi l’azienda di famiglia con dignità e sacrificio, è un dramma che spezza il cuore di tutti noi, cittadini ed esponenti delle istituzioni. Un gesto che ci mette al ancora una volta al cospetto dell’altra faccia di questa terribile realtà. Sapevamo fin da principio quanto imponenti sarebbero state le conseguenze di questa emergenza sotto il profilo economico, così come siamo consapevoli che i suoi effetti li pagheremo anche dopo che il virus sarà stato debellato. Per questo, nell’ultima manovra di Bilancio regionale avevamo proposto di istituire un fondo per le famiglie ridotte in povertà dal Covid alimentato da donazioni di privati e dal taglio di stipendi di consiglieri e assessori regionali, oltre a un fondo regionale in favore di vittime di usura o di estorsione, così da impedire che esercenti travolti dalla crisi fossero costretti a rivolgersi a bande criminali. Provvedimenti che ci hanno bocciato ma che siamo pronti a riproporre. Di fronte a tragedie come questa, l’aula del Consiglio ha il dovere di prendere in considerazione le nostre proposte che rispondono a esigenze reali e concrete”. Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino.

“Da tempo – ricorda Ciarambino – chiedo inoltre di istituire un tavolo permanente con le categorie produttive. E’ arrivato il momento di farlo. E’ una guerra che abbiamo il dovere di affrontare insieme. Ai familiari del povero Umberto va tutta la mia vicinanza e la promessa che da rappresentante dello Stato mi batterò perché le istituzioni possano essere vicine nel concreto a chi rischia di perdere la propria attività, portata avanti con amore e sacrificio. Lo dobbiamo a Umberto e a tanti che, come lui, non vedono via d’uscita da una crisi che, invece, possiamo sconfiggere se restiamo uniti”.

 

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