Paese reale ed Istituzioni sempre più distanti.

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di Gerardo Sano

La settimana passata, con le inutili discussioni sul prossimo capo dello Stato, sugli ultimi discorsi di Napolitano ed i pasticci sulla legge di stabilità ha ampliato ancora di più il fossato fra i problemi della vita reale degli italiani ed le chiacchiere in politichese della classe dirigente, è sempre è più evidente il distacco “fra chi sta in alto”, le alte cariche dello Stato ed Eurocrazia e “chi sta in basso”, il popolo.

Differenziazione plasticamente avvertita lunedì 16 dicembre, da una parte al Quirinale le alte cariche dello Stato per uno degli ultimi discorsi del Presidente della Repubblica Napolitano, dall’altra i comuni cittadini in lunghe file davanti agli sportelli di banche ed uffici postali per versare le ingenti tasse locali, Imu, Tasi, Tari ed acconti vari .

Mentre media e politici erano impegnati ad accapigliarsi nell’interpretazione delle parole di Napolitano, utilizzando a proprio uso le parole del Presidente la gran parte del popolo italiano, inquilini e proprietari, operai ed imprenditori, dipendenti e lavoratori autonomi mettevano mano al portafogli, consumando la tredicesima, attingendo agli ultimi risparmi o addirittura come in molti casi ricorrendo a prestiti, sono sempre più i piccoli imprenditori che vi ricorrono secondo stime di associazioni di categorie, per pagare i balzelli locali e nazionali.

E la musica non sembra cambiare con l’approvazione della legge di stabilità, delle tante promesse di riduzioni della pressione fiscale, di semplificazioni delle procedure burocratiche o di contenimento dei costi della politica non sembra esserci traccia, anzi, dall’innalzamento dell’Iva dal 1 gennaio 2016 dal 22% al 25%, per l’aliquota più alta e dal 10% al 12% per quella intermedia è un susseguirsi di nuovi balzelli.

Non sapendo più cosa tassare gli attuali governanti si sono inventati anche l’aumento dell’Iva sul pellet, dal 10% l’hanno portata al 22%. Riscaldare la casa per Renzi e Padoan è un lusso.

Gerardo Sano

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