“Non abbiamo la bacchetta magica, ma sui controlli dico: operazione verità”. Il prefetto di Napoli Michele di Bari sceglie parole nette durante il presidio serale a Porta Capuana, dove si è recato insieme al sindaco Gaetano Manfredi all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza che ha scosso il quartiere.
La rissa e l’omicidio: un uomo accoltellato, aggressore fermato
Nella serata di domenica una rissa tra due cittadini stranieri è degenerata in tragedia: uno dei due è stato accoltellato e, nonostante il trasporto in ospedale, è morto poco dopo per le gravi ferite. L’aggressore è stato immediatamente fermato, ma gli agenti hanno dovuto fronteggiare un tentativo di linciaggio da parte di alcune persone presenti.
L’episodio ha riacceso la protesta dei residenti, che da mesi denunciano una situazione fuori controllo e chiedono interventi radicali. All’arrivo di prefetto e sindaco, un gruppo di cittadini ha esposto uno striscione: “Fate presto… Porta Capuana vuole vivere!!!”
Zona rossa dal 2023, ma i residenti: “Non basta più”
L’area è inserita da novembre tra le zone rosse, misura che consente l’allontanamento di persone con precedenti penali. Ma per chi vive e lavora nel quartiere, il provvedimento non ha prodotto gli effetti sperati.
“Vogliamo un cambio di rotta, non basta più la zona rossa. I presidi attuali non sono sufficienti: questo è un luogo di omicidi e stupri”, denuncia Ulderico Carraturo, storico commerciante della zona.
In arrivo una caserma della Guardia di finanza
Nel frattempo è stato confermato che nell’edificio dell’ex Pretura sorgerà una nuova caserma della Guardia di finanza (la nuova sede del nucleo di polizia economico-finanziaria nel palazzo dell’ex Pretura, ndr), con la presenza di circa 700 militari. Un presidio che, nelle intenzioni delle istituzioni, dovrebbe contribuire a stabilizzare un’area da anni segnata da degrado, microcriminalità e tensioni sociali.
Di Bari: “Presidi rafforzati, ma serve anche il sociale”
Il prefetto ha rivendicato il potenziamento dei controlli: “Abbiamo rafforzato i presidi fissi, da Porta Capuana a Fuorigrotta. Questo episodio è tragico e sconvolgente, soprattutto perché avvenuto in un luogo già sotto stretta vigilanza”.
Nel pomeriggio, infatti, la polizia ha fermato un altro straniero che brandiva un coltello di otto centimetri e aveva minacciato una barista.
Ma Di Bari avverte: la repressione non può essere l’unica risposta. “C’è la necessità di saldare le azioni di vigilanza con interventi sociali. Il controllo del territorio da solo non basta”.
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