Racket e camorra, Carabinieri arrestano 13 persone ad Ercolano.

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Napoli 11/01/2002 Blitz dei carabinieri del comando provinciale di Napoli che hanno interrotto ieri sera ad Ercolano un summit di camorristi arrestando 8 persone, tra cui il bosssorvegliato speciale Mario Ascione, due dei quali armati. Proprio ieri si e' verificatonella zona vesuviana ormai interessata da tempo da un guerra di camorra, l'ennesimo omicidio. ph. Ciro Fusco

I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del riesame di Napoli su richiesta della Dda nei confronti di 13 persone.

Sono 9 affiliati al clan “Birra-Iacomino” e 4 al clan degli “Ascione-Papale”, entrambi attivi a Ercolano, ritenuti responsabili a vario titolo di estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e, soprattutto, denunce di imprenditori e commercianti ercolanesi che, superando la paura, hanno deciso di denunciare.

E’ stata dimostrata, rilevano i carabinieri, ”l’operatività e la costante contrapposizione delle organizzazioni per acquisire il controllo delle estorsioni; decine quelle documentate, spesso poste in essere con modalità efferate”. Determinante il “modello Ercolano”: collaborazione tra vittime, cc, Dda e l’associazione antiracket “Ercolano per la legalità”.

Non c’erano solo le tangenti da pagare a scadenza fissa e nelle festività ricorrenti di Natale, Pasqua e Ferragosto: commercianti e imprenditori erano costretti a consegnare gratis ai clan la merce che vendevano, materiale che utilizzavano per i lavori edili o in qualche caso perfino delle scarpe.

L’indagine che ha portato all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tredici persone (quattro ritenute affiliate al clan Ascione – Papale e nove appartenenti ai Birra – Iacomino) documenta una serie di episodi estorsivi consumati in danno delle attività presenti sul territorio di Ercolano (Napoli). Tra gli episodi, la consegna gratuita di materiale idraulico e per l’edilizia, due paia di scarpe ‘come regalo per i carcerati’, un televisore e un telefono cellulare e perfino un orologio costoso. Per chi opponeva un rifiuto erano ricorrenti minacce o maniere forti, con due bombe carta, inesplose solo per caso, o colpi di pistola sparati a scopo intimidatorio. (ANSA)

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