Si va definendo il profilo della banda del buco che giovedì scorso ha messo a segno la clamorosa rapina alle cassette di sicurezza della filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel cuore del Vomero. Un colpo che, per modalità e precisione, richiama i grandi film di genere.
Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe composto da almeno cinque persone, ma potrebbero essere anche di più, tutte con competenze specifiche e una profonda conoscenza del sottosuolo napoletano.
Probabile anche una divisione in squadre, una che ha scavato il cunicolo sotterraneo per accedere al caveau della banca e l’altra che ha effettuato la razzia delle cassette di sicurezza.
Emergono nuovi particolari sull’accuratezza dell’operazione. La banda avrebbe sigillato i tombini attorno alla filiale per rallentare un eventuale accesso delle forze dell’ordine, segno di una pianificazione meticolosa.
Gli inquirenti stanno passando al setaccio i nomi di “esperti” già noti alle cronache giudiziarie, campani e non, specializzati in scavi, tunnel e colpi analoghi.
Nel frattempo si attendono gli esiti dei rilievi tecnici sul mini‑generatore e sugli attrezzi da scasso ritrovati nel sottosuolo, che potrebbero fornire tracce utili per risalire agli autori.
Un elemento centrale dell’indagine riguarda la diversa protezione delle oltre mille cassette di sicurezza custodite nel caveau. In particolare, circa 300 cassette provenienti dall’ex filiale di via Scarlatti, trasferite due anni fa dopo la chiusura dell’agenzia, erano collocate a vista, non all’interno degli armadi blindati.
Una disparità già segnalata da alcuni clienti e che, secondo gli investigatori, potrebbe aver favorito l’azione dei rapinatori.
Gli accessi al caveau sono registrati in un registro che potrebbe essere acquisito a breve: un elenco prezioso per individuare eventuali profili sospetti tra i circa 6.000 correntisti della filiale.
Secondo indiscrezioni — che al momento non trovano conferme ufficiali — sarebbero circa 120 le cassette scardinate. Una quarantina i titolari che hanno già denunciato la razzia, ma il numero è destinato a salire: la banca, infatti, non conosce il contenuto delle cassette in affitto né se siano vuote o meno, e solo la presenza fisica dei clienti potrà definire l’entità del danno.
Oggi la filiale di piazza Medaglie d’Oro riaprirà al pubblico, nel tentativo di riportare una parvenza di normalità dopo uno dei colpi più eclatanti degli ultimi anni in città.
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