Remo Anzovino in concerto con Enzo Gragnaniello, Tony Esposito e Marco Zurzolo mercoledì 19 a Castel Sant’Elmo.

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Il concerto di Remo Anzovino a Sant’Elmo a Napoli si preannuncia come un evento irripetibile e per certi versi storico. Dopo una lunga assenza infatti il pianista e compositore di Pordenone, ma di sangue totalmente napoletano, torna in concerto nella “sua” Napoli e lo fa in una veste assolutamente unica e speciale: saranno infatti ospiti speciali del suo concerto tre giganti della musica partenopea, Enzo Gragnaniello, Tony Esposito e Marco Zurzolo, in una serata che vedrà intrecciare la lingua musicale del Maestro Anzovino con quelle degli straordinari ospiti, abbattendo ogni confine e con il primo omaggio pubblico alla musica del Maestro Rino Zurzolo, che il fratello Marco ha voluto condividere proprio con Remo Anzovino, eseguendo una composizione del grande contrabbassista da poco scomparso.

Nato da un’idea del produttore napoletano Peppe Ponti, l’evento speciale si svolgerà il 19 luglio (inizio ore 21:30) a Castel Sant’Elmo nella Piazza d’Armi, scenario mozzafiato che domina la città, nell’ambito della rassegna Sant’Elmo Estate 2017. Il concerto di Napoli sarà una delle poche occasioni estive per assistere ad un’esibizione dal vivo di Remo Anzovino, impegnato attualmente alla finalizzazione del nuovo disco. Infatti, a cinque anni dall’ultimo disco “Viaggiatore Immobile” che, grazie alla composizione “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)”, gli è valsa un riconoscimento in Campidoglio, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, alla fine dell’estate 2017 uscirà per Sony Music il nuovo atteso album di inediti registrato tra Tokyo, Parigi, Londra e New York.

I biglietti del concerto napoletano – organizzato dalle associazioni Incroci Sonori e Napoli Jazz Club con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli –  sono in vendita tramite il circuito Go2 on line a questo link http://bit.ly/remonapoli e nei punti vendita autorizzati.

Queste le parole del Maestro Remo Anzovino:

“Napoli è un concetto. Lontanissimo dalla cartolina. Un po’ come New York. Napoli è per me un mondo  dove si allargano gli orizzonti interiori: storia, cultura, contraddizioni, cose da imparare in fretta. In mezzo alla gente, in metropolitana, la musica – che è la mia lingua – qui assume connotati nuovi, sempre protesi alla ricerca di un’emozione nuova, vera, lontana dalle apparenze. Il mio concerto a Sant’Elmo ha per me un valore altamente simbolico perchè significa ricongiungermi col mio sangue, essendo di Napoli entrambi i miei genitori, che mi hanno trasmesso in quella che è una comune storia di emigrazione italiana degli anni settanta, i valori universali di Napoli, in primis la tolleranza. Per questo ho proposto a tre grandissimi artisti di Napoli di essere ospiti del mio concerto per unire nel nome di questi valori le nostre lingue.

Enzo Gragnaniello, che per me semplicemente è Napoli, che ha nutrito con la sua poesia le sue composizioni, la sua voce fatta di tufo il mio immaginario fin da bambino e indicando agli artisti più giovani come me, attraverso I suoi capolavori e attraverso il suo esempio, sempre una via fatta di coerenza e assoluta autenticità.

Tony Esposito, che ho scoperto da adolescente, rimanendo folgorato da quella pietra miliare della musica strumentale, “Rosso Napoletano”, che ha tracciato a livello mondiale una nuova visione pittorica ed esperienziale nel linguaggio delle percussioni.

Marco Zurzolo, che ha profondamente innovato il jazz mediterraneo, allargando gli orizzonti di tutti quelli come me che iniziavano una decina di anni fa a fare dischi.

Sarà per me molto stimolante intrecciare le mie composizioni alle loro, abbattendo qualunque confine.

Doveva esserci sul palco anche il Maestro Rino Zurzolo, per me semplicemente il Farinelli del contrabbasso con cui stavamo decidendo cosa suonare assieme. Con Marco abbiamo pensato di suonare assieme sul palco una sua composizione, in quello che sarà il primo nostro omaggio alla grandezza delle composizioni di Rino Zurzolo.

Tutto questo, in particolare la considerazione che la mia musica sta ricevendo, mi emoziona profondamente.”

Nato a Pordenone nel 1976, da genitori di Napoli – quartiere Fuorigrotta, considerato da critica e pubblico uno dei compositori e pianisti più originali, avvocato penalista, Remo Anzovino si è affermato nel tempo fra gli esponenti più innovativi della musica strumentale contemporanea. Il suo linguaggio abbatte gli steccati di genere facendo dialogare riferimenti musicali e musicisti diversissimi nell’unico obiettivo: emozionare e raccontare il tempo che viviamo. Autore di oltre sessanta lavori tra teatro, pubblicità e cinema, in particolare per il periodo del muto, nella sua carriera ha pubblicato quattro album d’inediti in studio, uno dal vivo, registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che fotografa il suo essere anche un grande performer live, un progetto speciale dedicato a Pier Paolo Pasolini (un’antologia live che contiene una serie di brani, arrangiati e rivisitati, tra i migliori della sua discografia) e all’inizio del 2017 uno dedicato a Muhammad Ali (un album realizzato assieme a Roy Paci e una straordinaria band creata ad hoc per la colonna sonora del film “Da Clay ad Ali, la metamorfosi”) che è stato anche scelto dal Salone del Libro di Torino come disco ufficiale della 1° edizione della Fiera Europea della Musica, tenutasi dal 18 al 21 maggio 2017 nei padiglioni del Lingotto.

Dopo aver realizzato la partitura musicale dal vivo del Premio Strega 2016, coinvolgendo gli spettatori all’Auditorium Parco della Musica di Roma e guidandoli in un suggestivo percorso sonoro tra i grandi protagonisti che hanno fatto la storia del più importante premio letterario italiano nella sua 70ma edizione, recentemente Anzovino si è esibito con grande successo sul palco del Mediolanum Forum di Assago e della Stozice Arena di Lubiana per il tour nelle arene dei 2Cellos e ha condiviso alcuni dei principali palcoscenici teatrali italiani con Gianmarco Tognazzi e Francesca Merloni per lo spettacolo “Guardiana”, per il quale ha composto ed eseguito le musiche originali di scena. È stato inoltre scelto dal celebre festival Piano City Milano come ospite di spicco del nuovo percorso dei concerti nelle carceri e il 20 maggio 2017 ha suonato al carcere di Opera.

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