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Riforma Garante Disabili, le richieste di Anida

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riceviamo e pubblichiamo

Nel mese di ottobre 2025 G. Sannino, presenta una petizione ai sensi dell’art 50 della Costituzione ai Presidenti di Camera Senato nella quale chiede di ampliare e rivedere i poteri del Garante Nazionale in merito alle violazioni della legge 67/2006 “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni.” La petizione viene accolta e trasferita alle Commissioni competenti con il numero 364 al Senato e con il numero 1327 alla Camera.

A febbraio 2026 sulla base delle richieste inserite nella petizione, viene anche presentata una proposta di legge per modifica Garante Nazionale atto 2811 a firma del deputato E. F. Borrelli.

In questi giorni apprendiamo dai media, che il Governo ha presentato uno Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, recante istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (AG 387) che va approvato entro il 27-04-2026 che integra la legge 227/21.

I senatori O. Mazzella, M.D. Castellone, B. Guidolin e il deputato E. F. Borrelli hanno condiviso e inserito nei loro Pareri al Decreto di cui sopra, i suggerimenti di Sannino:

  • estendere la competenza a ogni contesto, pubblico o privato, in cui si pongano in essere atti discriminatori verso le persone con disabilità;
  • vincolare il Garante alla formulazione di raccomandazioni debitamente motivate, imponendone la trasmissione ai soggetti segnalanti entro termini temporali certi e definiti per legge.

Vista la trasversalità della disabilità e l’importanza di avere un organismo indipendente con pieni poteri, chiede a tutti i membri della 1° Commissione della Camera e della 10° Commissione al Senato di fare proprie le sue indicazioni inserite nei pareri e nella petizione presentata.

Tali modifiche sono indispensabili per una concreta tutela dei veri disabili, perché ancora una volta le integrazioni al decreto sono limitate e si prefiggono l’ampliamento dei poteri solo nei confronti delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari pubblici di servizi che abbiano incidenza sui diritti delle persone con disabilità, senza incidere nei rapporti tra privati. Una visione “parziale”.

Infatti, l’esperienza e i casi concreti insegnano che quando c’è Discriminazione da qualunque parte essa arrivi e in qualsiasi contesto: Va condannata e va tutelato il soggetto vittima di discriminazione.

L’accoglimento di tali proposte garantirebbe un corretto e concreto funzionamento del Garante Nazionale, e porrebbe rimedio ai pareri espressi in questi mesi, nei quali pur non negando le evidenze della discriminazione dichiara una sorta di “incompetenza”, affermando che i limiti, almeno secondo la loro interpretazione angusta, sarebbero nella normativa.

Consigliando al Disabile di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, senza tener conto degli elevati costi che dovrebbe sostenere per farsi riconoscere un suo sacrosanto diritto.

 

Cosa ce ne facciamo di un Garante a metà ?


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