È entrato da solo, con passo deciso, nel Duomo di Napoli. Ha raggiunto l’altare dove era esposto il busto di San Gennaro, patrono della città e della Campania, e ha afferrato la mitria del santo. Poi si è allontanato rapidamente, tentando di far perdere le proprie tracce.
Protagonista della vicenda un 43enne straniero, fermato poco dopo dai carabinieri e da una pattuglia dell’Esercito impegnata nell’operazione Strade Sicure. Il manufatto è stato recuperato immediatamente.
Non si è trattato di un colpo pianificato come quello del celebre film Operazione San Gennaro del 1966, con Nino Manfredi e Totò, diretto da Dino Risi. Ma anche in questo caso, quanto sottratto al patrono è tornato subito al suo posto.
L’allarme del custode e l’intervento coordinato delle forze dell’ordine
A far scattare l’allarme è stato il custode del Duomo, che ha chiamato il 112. La centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri ha individuato il 43enne grazie alle telecamere di sorveglianza posizionate davanti al sagrato e ha diramato via radio le indicazioni alla pattuglia dell’Esercito.
I militari hanno intercettato l’uomo e lo hanno bloccato. Pochi minuti dopo sono arrivati i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, che lo hanno arrestato e hanno recuperato la mitria.
Il 43enne dovrà rispondere di tentato furto aggravato.
Devoti rassicurati e corsa al lotto
La notizia si è diffusa rapidamente tra i fedeli presenti nel Duomo e tra i devoti del santo, subito rassicurati sul recupero del manufatto. Come spesso accade in città dopo episodi legati a San Gennaro, si è immediatamente scatenata la corsa al lotto, con numeri ispirati alla vicenda.
Nappi (Lega): gesto inquietante che va contro cristianità, fare piena luce
«Un sentito ringraziamento ai militari dell’Esercito e ai carabinieri, che, intervenuti prontamente, hanno arrestato un 43enne extracomunitario, responsabile del furto della “mitria” dalla statua di San Gennaro. Ci troviamo davanti a un gesto gravissimo, che colpisce l’intera comunità napoletana. Confidiamo nel lavoro degli investigatori perché sia fatta piena luce su un’azione dietro la quale potrebbe nascondersi – in una stagione così “inquieta” come questa – anche un movente di natura religiosa e di odio verso la cristianità, i suoi simboli e i suoi valori». Lo afferma Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale della Lega.

















































