Terremoto, il Comune vara piano antisismico, tutte le info online.

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rischio_sismico_homeI cittadini napoletani da oggi possono trovare sul sito del Comune le informazioni e le direttive da seguire in caso di terremoto; sulle pagine web dell’Amministrazione è stata caricata la pagina ‘Rischio sismico’ che illustra il piano presentato, oggi alla stampa, dal vicesindaco Raffaele Del Giudice.

Il piano ha individuato 129 aree di emergenza da utilizzarsi come aree di attesa; sono dislocate “in modo omogeneo” su tutto il territorio cittadino e sono i punti dove la popolazione deve raccogliersi in caso di scossa sismica. Il piano individua anche 10 postazioni ‘Presidi radio’ che saranno presidiate da associazioni di volontariato dotate di radio e in comunicazione con il Comitato operativo comunale (Coc) e 3 aree di ‘ammassamento’ dove far confluire i mezzi di soccorso e consentire loro di occuparsi della logistica. Ci sarà una campagna di informazione realizzata attraverso i social con la creazione di una pagina fb di Protezione civile, con materiale cartaceo e con 129 paline.

 

Una forte scossa di terremoto, 4.9 della scala Richter, è stata avvertita a Napoli e in diverse zone della Campania, come il Beneventano e l'Avellinese, 29 dicembre 2013. Nella cartina l'epicentro della scossa. ANSA/INGV ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Un terremoto o sisma, può definirsi come una rapida serie di movimenti della crosta terrestre che, propagandosi in tutte le direzioni sotto forma di onde, determina improvvise oscillazioni e vibrazioni del terreno e dei manufatti che vi insistono.
Il rischio sismico viene stimato con la relazione:
  
Rischio sismico = Pericolosità sismica x Vulnerabilità x Esposizione

– il termine pericolosità sismica indica la probabilità che un sisma si verifichi in una data area in un determinato tempo;
– con vulnerabilità si intende la predisposizione, da parte di persone, cose, o attività a subire danni o ad essere modificati nella loro efficienza al verificarsi di un terremoto.
– il termine esposizione indica la dislocazione, la consistenza, la quantità ed il valore dei beni delle attività che possono essere influenzati dall’evento.

Per il rischio sismico, oltre che un’attività continua e costante di adeguamento e monitoraggio dell’edificato e dei sistemi urbani in linea con la normativa antisismica, non essendoci segnali premonitori e tempi di preavviso, al manifestarsi dell’evento le misure di salvaguardia consistono prevalentemente nel proteggere se stessi sia durante la scossa che immediatamente dopo, rispettando precise norme comportamentali.

 

Nel Comune di Napoli sono state individuate per ogni Municipalità delle aree di emergenza da utilizzarsi come aree di attesa principalmente in caso di scossa sismica avvertita dalla popolazione e che soddisfano altresì criteri di sicurezza idraulica e idrogeologica.

Aree di emergenza

Ad integrazione di quanto già riportato nel Piano Comunale di Emergenza di Protezione Civile del Comune di Napoli e sulla base della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – n. 1099 del 31 Marzo 2015 “Criteri individuazione Centri operativi e aree emergenza” sono state individuate per ogni Municipalità del Comune di Napoli delle aree di emergenza da utilizzarsi principalmente in caso di scossa sismica avvertita dalla popolazione e che soddisfano altresì criteri di sicurezza idraulica e idrogeologica.
Le aree così individuate e dedicate alla gestione dell’emergenza ad uso di protezione civile, possono essere classificate in tre tipi (fonte www.protezionecivile.gov.it/).

Aree di ammassamento soccorritori e risorse

Luoghi, in zone sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio, dove dovranno trovare sistemazione idonea i soccorritori e le risorse necessarie a garantire un razionale intervento nelle zone di emergenza. Tali aree dovranno essere facilmente raggiungibili attraverso percorsi sicuri, anche con mezzi di grandi dimensioni, e ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed con  possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza in emergenza di tali aree è compreso tra poche settimane e qualche mese.

Aree di attesa della popolazione

Sono i luoghi di prima accoglienza per la popolazione; possono essere utilizzate piazze, slarghi, parcheggi, spazi pubblici o privati non soggetti a rischio (frane, alluvioni, crollo di strutture attigue, etc.), raggiungibili attraverso un percorso sicuro. Il numero delle aree da scegliere è funzione della capacità ricettiva degli spazi disponibili e del numero degli abitanti. In tali aree la popolazione riceve le prime informazioni sull’evento e i primi generi di conforto, in attesa dell’allestimento delle aree e centri di accoglienza. Le Aree di Attesa della popolazione saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso tra poche ore e qualche giorno. Il numero e il dimensionamento di tali aree varia in relazione alla dislocazione demografica e devono seguire criteri di copertura omogenea della popolazione residente in un Comune.

Aree di accoglienza o ricovero della popolazione

Sono luoghi, individuati in aree sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio e poste nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche e fognarie, in cui vengono installati i primi insediamenti abitativi per alloggiare la popolazione colpita.
Dovranno essere facilmente raggiungibili anche da mezzi di grandi dimensioni per consentirne l’allestimento e la gestione. Rientrano nella definizione di aree di accoglienza o di ricovero anche le strutture ricettive (hotel, residence, camping, etc.

Il Servizio Protezione Civile ad oggi ha individuato sul territorio del Comune di Napoli 129 aree di emergenza.
Di seguito è riportato un elenco riassuntivo con il numero totale di aree per municipalità, con la distinzione per tipologia (aree di attesa e aree di ammassamento).
Per le aree di accoglienza o ricovero sono in corso ulteriori indagini per accertare la compatibilità delle stesse ad accogliere tende e/o moduli prefabbricati. Sono state, inoltre, previste sul territorio 10 postazioni individuate in quanto siti con posizione strategica che rappresentano, in ogni caso, zone da monitorare pur non essendo espressamente destinate a raccogliere la popolazione.
Tali postazioni saranno presidiate da Associazioni di Volontariato di Protezione Civile dotate di radio ed in grado di comunicare con il Centro Operativo Comunale.

MUNICIPALITA’
AREA ATTESA
PRESIDIO RADIO
AREA AMMASSAMENTO
1
13
1
1
2
14
2
/
3
12
/
/
4
11
/
/
5
16
1
/
6
14
/
/
7
9
2
/
8
10
2
/
9
9
2
1
10
8
/
1
TOTALE
116
10
3

Il criterio con cui sono state individuate le aree di emergenza parte da una prima verifica circa l’effettiva utilizzazione delle aree di attesa già individuate nel vigente piano di Protezione Civile. Tale verifica è stata effettuata attraverso sopralluoghi in situ scartando quelle attualmente non fruibili per l’insistenza di temporanei cantieri o non più idonee.
Successivamente per ogni municipalità sono state individuate nuove aree che hanno integrato quelle esistenti nel piano, procedendo sulla base dell’analisi cartografica, dello storico utilizzo della popolazione in casi di emergenza e di sopralluoghi mirati in situ. Taluni sopralluoghi sono stati effettuati con i tecnici municipali competenti per territorio ed in ogni caso la scelta di tutte le aree elencate è stata oggetto di condivisione con il tecnico indicato dalla Direzione di Municipalità.

Per ogni area ne è stata valutata la sicurezza rispetto ai rischi insistenti sul territorio e per i quali esistono specifiche carte di pericolosità (ad es. idrogeologico ed idraulico). Si è operato in modo da ottenere una copertura omogenea ed equamente distribuita sino al livello del singolo quartiere. Le schede riepilogative per Municipalità relative a ciascun’area, oltre che l’elenco generale ed il quadro di insieme, sono consultabili sul sito istituzionale del Comune di Napoli nell’area dedicata ‘Protezione Civile‘:

consulta le schede riepilogative

E’ stata stipulata una intesa operativa con le Associazioni di Volontariato di Protezione Civile: in fase di emergenza, e con un margine di tempo che può variare dai 30 ai 60 minuti, i volontari che hanno dato la loro disponibilità si porteranno sulle postazioni assegnate indossando la divisa dell’Associazione al fine di poter essere facilmente riconoscibili dalla popolazione.
Le aree così presidiate saranno in collegamento radio con la Centrale Operativa e il C.O.C. per garantire scambi di informazioni e poter dare l’assistenza adeguata e le prime informazioni sull’evento.

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