La tragedia avvenuta il 24 luglio, in cui tre operai sono morti precipitando da un cestello elevatore in via San Giacomo dei Capri al Rione Alto, ha portato all’iscrizione di quattro persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo plurimo.
Secondo le fonti investigative e quanto riportato da Il Mattino e La Repubblica, gli indagati sono:
- L’amministratore del condominio dove si svolgevano i lavori
- Il coordinatore della sicurezza del cantiere
- Il titolare della ditta per cui lavoravano gli operai
- Il titolare della società che ha noleggiato il cestello elevatore
Sono quattro gli indagati: il titolare della ditta edile (Pietroluongo), il titolare della società di noleggio (Carlo Napolitano), il coordinatore della sicurezza e l’amministratore del condominio.
Il legale di Napolitano ha però smentito ogni coinvolgimento giudiziario del suo assistito, precisando che la sua ditta ha solo noleggiato il montacarichi e non era responsabile del montaggio o della sicurezza.
I tre operai stavano lavorando su un cestello elevatore che si è ribaltato dal sesto piano, facendo precipitare nel vuoto Luigi Romano (67 anni), Vincenzo Del Grosso (54) e Ciro Pierro (62).
Due dei tre operai lavoravano in nero, e nessuno indossava casco o cinture di sicurezza.
Si ipotizza che il cestello non abbia retto il peso eccessivo, aggravato da un rotolo di bitume, causando il cedimento della struttura.
L’iscrizione nel registro degli indagati è considerata un atto dovuto, in attesa dell’autopsia e delle verifiche tecniche sul cestello.
La Procura di Napoli sta analizzando la documentazione tecnica e la regolarità delle posizioni lavorative.
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