Uccisa con 12 coltellate dal compagno.

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Donne dell’associazione “Forti Guerriere” depongono fiori all’esterno dell’abitazione di Ornella Pinto, l’ennesima vittima di violenza domestica, Napoli, 14 marzo 2021. ANSA/ CESARE ABBATE
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Accoltellata per 12 volte. E’ morta cosi, a Napoli, Ornella Pinto, 40 anni tra pochi mesi.

Ad ucciderla il compagno che dopo l’aggressione prima è fuggito e dopo si è costituito dai carabinieri in provincia di Terni.

La coppia conviveva nel quartiere di San Carlo Arena e ha un figlio minorenne. La donna era già arrivata all’ospedale Cardarelli di Napoli in condizioni disperate. (ANSA).

È stato sottoposto a fermo per omicidio volontario il 43/enne Pinotto Iacomino, della provincia di Napoli che si è costituito alla stazione carabinieri di Montegabbione (Terni) ed è accusato di avere ucciso a coltellate, poche ore prima nel capoluogo campano, la ex moglie Ornella Pinto, di 40 anni. È quanto ha deciso il sostituto procuratore Elena Neri, che lo ha interrogato. L’uomo è stato quindi portato nel carcere della città umbra.

L’uomo – che aveva già detto ai carabinieri di avere ucciso la ex moglie – ha confermato la propria confessione anche davanti al pm. Il delitto – in base a quanto si apprende da fonti investigative – sarebbe avvenuto dopo una lite. In casa, al momento dell’omicidio, era presente anche il figlio minorenne della coppia. Sulla versione dei fatti fornita i carabinieri del Nucleo investigativo di Terni e del comando compagnia di Orvieto – sotto il coordinamento diretto del procuratore capo Alberto Liguori -, insieme agli agenti della squadra mobile di Napoli, svolgeranno comunque approfondimenti.

Quanto alla scelta di costituirsi a Montegabbione, secondo quanto accertato dai militari è emerso che l’uomo, dopo essersi allontanato dal luogo dell’omicidio, si è messo alla guida della propria auto senza una meta precisa. Per poi fermarsi e costituirsi nel posto più vicino quando ha realizzato che era inutile continuare a vagare. (ANSA).

Un mazzo di fiori, un paio di scarpe rosse, ma soprattutto ancora una volta l’invito a tutte le donne a denunciare o contattare le associazioni per attivare una protezione sociale nei loro confronti. E’ questo il messaggio mandato oggi dall’associazione Forti Guerriere che insieme al presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, e al parroco Don Enzo Marzocchi sono andate sotto casa di Ornella Pinto, la donna massacrata con 12 coltellate dall’ex compagno, Pinotto Iacomino, due giorni fa a Napoli.

“E’ stata una iniziativa nata d’istinto – spiega Poggiani – con alcune delle ‘Forti Guerriere’ per non creare assembramenti, e il parroco. Un po’ di cittadini quando ci hanno visto si sono aggregati. La settimana scorsa abbiamo commemorato Fortuna e ora di nuovo siamo qui, sapendo che non basterà qualche manifestazione per evitare questi episodi ma che è importante ricordare alle donne che non sono sole. Se hanno paura di andare dalle forze dell’ordine perché magari non vogliono si sappia in famiglia o temono vendette dall’uomo, ci sono le associazioni, i parroci, i centri antiviolenza che avviano una prima protezione.

Le ‘forti guerriere’ hanno ribadito che nessuna si salva da sola, ma loro ci sono, come anche le forze dell’ordine”. Nel Rione Sanità domenica scorsa era stata infatti ricordata Fortuna Belisario, donna uccisa nel 2019 dal marito che dopo due anni di detenzione è stato mandato ai domiciliari.

Il nuovo omicidio conferma i dati che danno un aumento di violenza domestica contro le donne nei lungi periodi di chiusura forzata in casa: “I dati parlano chiaro – spiega Poggiani – ma ne abbiamo conferma giorno per giorno parlando con le donne, con i parroci, è un tema molto forte”. (ANSA).

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