Autonomia differenziata, Caramiello (M5S): bozze pericolose, ma anche il centrosinistra è responsabile.

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Pubblichiamo l’intervento dell’On. Caramiello (M5S) sull’autonomia differenziata.
“Grazie Presidente, Onorevoli colleghi, le bozze che stanno circolando in merito all’autonomia differenziata sono drammatiche.
Una preoccupazione condivisa da moltissimi esponenti politici. Finalmente direi dei Governatori del Sud stanno facendo sentire la loro voce.
Che dire: su questo concordo. Ma mi chiedo:
– Dove eravate tutti voi, quando, nel 2001, la maggioranza di Governo a trazione Centrosinistra (con l’obiettivo di sottrarre voti alla lega) approvò la riforma del Titolo V, che – di fatto – spalancò le porte all’autonomia?;
– E dove eravate il 28 febbraio del 2018 quando (a soli 4 giorni dalle elezioni!) il Governo Gentiloni (con la Lega all’opposizione!) approvò i famosi 3 accordi preliminari con le Regioni Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, in cui si richiedeva l’autonomia differenziata?;
– Dove eravate quando un Governo ‘scaduto’, che quindi avrebbe dovuto occuparsi solo di ordinaria amministrazione, approvò quegli accordi che tagliarono il nastro di partenza all’autonomia che oggi tanto contestate?;
Onorevoli colleghi, queste bozze mettono a rischio l’unità nazionale!
• Da un lato umiliano il Parlamento, che non potrà entrare nel merito del provvedimento emendandolo, riducendosi ad un mero ratificatore di un ‘affare privato’ tra l’Esecutivo e queste Regioni.
• Dall’altro permane il criterio della spesa storica, che consiste nel trasferire dall’amministrazione centrale alle Regioni quanto si è dato prima. In questo modo s’incrementerà il gap Nord-Sud, perché chi ha avuto di più continuerà ad avere di più e chi ha avuto meno, avrà ancora meno.
• Come se non bastasse i Livelli essenziali di prestazione, i cosiddetti LEP (che individuano i diritti minimi da garantire in tutte le Regioni d’Italia) vengono previsti solo per alcune materie, prevedendo una loro definizione NON subito ma entro 1 anno. Il che è una chiara presa di fondelli verso le aree fragili del Paese: è irrealistico credere che si possano determinare i livelli essenziali delle prestazioni in 12 mesi, atteso che E’ DAL 2001 CHE LA CORTE COSTITUZIONALE BACCHETTA LO STATO PER LA MANCATE DEFINIZIONE DEI LEP!
Se non siamo riusciti a definirli in 21 anni, come possiamo determinarli in 12 mesi?
Ieri all’Assemblea Nazionale dell’ANCI alla presenza dei Sindaci anche il Presidente Mattarella è stato chiaro:
“Al Nord e al Sud devono avere gli stessi diritti e vanno tutelati tutti i cittadini.”
La verità è che siamo ben lontani dal calcolo e dal finanziamento dei Lep perché (come emerso nella scorsa Commissione Federalismo) lo Stato NON HA LE COPERTURE sufficienti per finanziarli.
Il che significa che, qualora fosse approvata l’autonomia differenziata, il SUD ANDRA’ PRATICAMENTE IN BANCAROTTA!
𝗘 𝘀𝗮𝗿à 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗲𝗿à 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟯 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗻𝗰𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹’𝗲𝗴𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶, 𝗲 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟱, 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝘂𝗶 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 è 𝘂𝗻𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲!!!”
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