Durante un’informativa alla Camera dei deputati, il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha chiarito che la Regione Campania non ha ancora presentato la richiesta formale per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale dopo il terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio, la scossa più forte registrata nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni.
Secondo il ministro, il Governo non può attivare autonomamente la procedura prevista dal Codice della Protezione Civile: la dichiarazione dello stato di emergenza richiede infatti un atto formale della Regione. Senza questo passaggio, ha aggiunto Musumeci, non è possibile nominare il commissario delegato, figura necessaria per coordinare gli interventi straordinari.
I numeri dell’emergenza aggiornati
Nel corso dell’informativa, Musumeci ha fornito un quadro dettagliato dei danni e delle criticità ancora in corso nei Campi Flegrei: 395 abitazioni sgomberate, 214 nuclei familiari evacuati nel Comune di Pozzuoli, 13 scuole dichiarate inagibili, 57 edifici inagibili, oltre 900 richieste di verifica ancora da evadere
Il ministro ha sottolineato che la situazione resta complessa e che il completamento delle verifiche è essenziale per definire l’esatto perimetro dei danni e delle necessità di intervento.
Il nodo istituzionale
Musumeci ha ribadito che il Governo è pronto a intervenire, ma che la procedura non può essere avviata senza la richiesta regionale.
Una volta ricevuta, sarà possibile: dichiarare lo stato di emergenza nazionale, nominare il commissario delegato, attivare le misure straordinarie previste per gli eventi calamitosi.
Scenario in evoluzione
La Protezione Civile nazionale continua a monitorare l’area flegrea, mentre proseguono gli interventi dei tecnici e delle squadre di verificatori. L’evoluzione del quadro istituzionale dipenderà dalle prossime decisioni della Regione Campania.
Alcuni enti locali contrari
Musumeci ha riferito che, in via informale, alcuni enti locali avrebbero manifestato un orientamento contrario alla richiesta di stato di emergenza, ma “mai formalizzato”.
La dichiarazione dello stato di emergenza consentirebbe di attivare tutte le misure previste dall’articolo 25 del Codice della Protezione civile: dall’assistenza alla popolazione al ripristino della funzionalità dei servizi, dagli interventi di soccorso alle misure di sostegno per le attività economiche.
Sul piano finanziario, ha spiegato il ministro, gli interventi potrebbero essere sostenuti direttamente attraverso il Fondo per le emergenze nazionali, evitando di dover ricorrere ogni volta a una legge specifica per individuare le coperture economiche.
“Oggi operiamo in regime ordinario, almeno per quanto riguarda gli interventi sul privato”, ha aggiunto Musumeci. Con lo stato di emergenza, il capo del Dipartimento della Protezione civile definirebbe le deleghe e individuerebbe il commissario delegato, che generalmente coincide con il presidente della Regione, consentendo di operare in deroga alle norme e accelerare gli interventi sugli immobili privati.
Cantalamessa (Lega): Fico non vuole assumersi responsabilità
“Mentre centinaia di famiglie nei Campi Flegrei vivono ancora nell’incertezza dopo la scossa del 31 luglio, con edifici dichiarati inagibili, sfollati e danni diffusi, il presidente della Regione Campania Roberto Fico continua a non formalizzare una chiara e formale richiesta di stato di emergenza nazionale. Ci chiediamo pubblicamente: perché? Lo stato di emergenza consentirebbe procedure più snelle, di poter chiedere la sospensione dei pagamenti dei mutui e delle tasse, consentirebbe di operare in deroga, quindi accelerando ogni procedura; operare su tutte le misure previste dal codice di protezione civile; sul piano finanziario si interverrebbe direttamente con il fondo per le emergenze nazionali senza cercare la copertura”.
Così il senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa.
“Fico ha il dovere di chiedere ogni strumento utile a tutelare i cittadini. Non fare richiesta per lo stato di emergenza significa, di fatto, accettare di operare con strumenti ordinari in una situazione che ordinaria non è. La domanda è legittima e non retorica:
Ha paura di assumersi pienamente le proprie responsabilità?
Teme di dover rispondere in prima persona di scelte difficili, di priorità, di controlli e di risultati concreti? Preferisce restare nell’ambito della gestione ordinaria, dove le responsabilità si diluiscono tra Prefettura, commissario, Governo e Comuni?
Il Governo (incluso il prestito della Bei) ha già stanziato oltre 2 miliardi di euro per i Campi Flegrei. Mentre la Regione Campania non spende le centinaia di milioni di euro non spesi stanziati negli ultimi 15 anni per opere di difesa del suolo e prevenzione.
I cittadini dei Campi Flegrei non hanno bisogno di annunci e di rassicurazioni generiche dalla Regione. Hanno bisogno di fatti, di certezze e di una leadership regionale che non abbia paura di chiedere ciò che serve, anche se questo comporta maggiore esposizione e maggiore responsabilità!”, conclude.

















































