Il Tar del Lazio ha confermato lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del Comune di Caserta.
La Prima sezione della corte amministrativa romana ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino che aveva impugnato il provvedimento di scioglimento adottato dal Ministro dell’Interno.
Per il TAR del Lazio restano fondate le ipotesi del Ministero che hanno portato un anno fa allo scioglimento del consiglio comunale e alla nomina dei commissari prefettizi.
Marino sarebbe pronto a far valere le sue ragioni davanti al Consiglio di Stato. Ci saranno quindi altri 30 gg nel corso dei quali Carlo Marino avrà la possibilità di smontare le accuse per ritornare alla guida della città.
“La vicenda disonorevole dello scioglimento del consiglio comunale di Caserta per infiltrazioni camorristiche, confermata oggi dalla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino, pesa come un macigno ed è un danno reputazionale incommensurabile per la nostra Città. Senza contare il danno prodotto dalla cattiva amministrazione del PD che lascia in eredità 160 milioni di debiti, mentre le altre città sfruttavano al meglio le opportunità del PNRR. Oltre al danno, anche la beffa. A pagarne le spese, come sempre, i nostri cittadini che non hanno nulla a che spartire con il sistema che ha messo in ginocchio la Città in questi anni. I casertani non meritano tutto questo. Caserta ora deve guardare avanti e riscrivere una nuova pagina che sia di riscatto”.
Lo dichiara il deputato casertano della Lega e componente della commissione Antimafia Gianpiero Zinzi.