Consiglio: manca il numero legale, seduta sciolta. Nappi: la solita ammuina per salvare la poltrona.

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All’esito del voto sulla prima delibera iscritta all’ordine del giorno, la n. 160/2020 sull’acquisizione al patrimonio comunale di alcune aree di proprietà privata per la realizzazione del Parco della Marinella, è stata verificata la mancanza del numero legale. Venti i consiglieri votanti, e il vicepresidente Frezza ha dichiarato sciolta la seduta. In precedenza l’atto deliberativo era stato illustrato dall’assessore al Verde Luigi Felaco, che ha ripercorso la lunga storia dell’area e la scelta di destinarla a parco pubblico dopo complicate vicende, legate, tra l’altro, all’acquisizione della proprietà da diversi privati. Una scelta che si continua a ritenere valida e che è particolarmente attesa da quella parte di città che vede nel Parco un’occasione di rilancio.

Nel successivo dibattito sono intervenuti vari consiglieri. Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha annunciato il voto contrario del suo gruppo a causa dell’assenza di dati certi rispetto all’acquisizione della proprietà delle undici aree ancora private e dei contenziosi ancora in essere, elementi che non fanno ben sperare rispetto all’utilizzo dei fondi stanziati. Si ritiene inoltre, ha detto Brambilla, che a più di vent’anni dall’avvio della vicenda amministrativa non sia più sussistente l’interesse pubblico alla realizzazione del Parco. Elena Coccia (Napoli in Comune a Sinistra) ha ricordato come l’area del Parco della Marinella sia stata una delle più bombardate durante il secondo conflitto mondiale, e come su quel pezzo di città si siano poi concentrati interessi particolari con la costruzione di edifici popolari non adatti a quei luoghi. Quel Parco va però realizzato, perché costituisce una forma di restituzione ai residenti, e la vicenda non può essere scollegata da quella del mercato ittico di Luigi Cosenza: un’opera d’arte, finita nel programma di dismissione insieme a Villa Ebe e che va cancellata dalla lista dei beni in vendita. Anche Vincenzo Moretto (Misto-componente Lega Napoli Salvini) ha ricostruito la vicenda del Parco della Marinella, con i contenziosi e le successive bonifiche che hanno causato solo spese all’Amministrazione. Ora si vorrebbe dire che si è arrivati alla fine del percorso, ma se non si trovano tutti i proprietari si deve seguire un iter che non è quello dell’esproprio ma dell’acquisizione. Inoltre, la delibera manca di parte della documentazione e non dà conto di vari passaggi amministrativi. Dopo una breve replica dell’assessore Felaco, si è passati a esaminare un ordine del giorno presentato da Andrea Santoro e Marco Nonno (Misto-Fratelli d’Italia), illustrato dal consigliere Santoro, sulla proposta di intitolare il Parco della Marinella alla memoria di Aldo Loris Rossi, architetto e urbanista scomparso nel 2017, autore del progetto del Parco. Diverse le proposte di emendamento al documento. Elena Coccia ha ricordato che Rossi fu solo uno dei progettisti, mentre notevole fu il contributo di Luigi Cosenza, che firmò il progetto del mercato ittico, strettamente legato al Parco della Marinella. Per questo ha chiesto di rinviare l’ordine del giorno alle commissioni Cultura e Urbanistica per ampliare la discussione. Matteo Brambilla ha chiesto di ampliare la proposta contenuta nell’ordine del giorno all’impegno di indicare una data almeno indicativa per la conclusione dei lavori del Parco. Mario Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) ha invitato a verificare che l’Aula non abbia votato in passato un’altra intitolazione del Parco. Con le modifiche suggerite dall’Amministrazione, e con l’impegno a portare in tempi rapidi in commissione un cronoprogranna preciso per l’ultimazione dei lavori e la rendicontazione delle spese, l’ordine del giorno è stato poi approvato a maggioranza, con il voto contrario della consigliera Coccia. Quando, su richiesta del consigliere Brambilla, si è giunti al voto sulla delibera per appello nominale, è stata constatata la mancanza del numero legale e la seduta si è sciolta.

“M5s, Pd e Iv avrebbero potuto stupirci con effetti speciali, invece è andato tutto, purtroppo, come da copione: un po’ di ammuina e amici come prima. E’ il fascino delle poltrone. Pur di rimanere tutti insieme sul ponte di comando, in consiglio comunale a Napoli fingono di non volere cedere ai giochi di palazzo ma intanto salvano il primo cittadino da una sfiducia annunciata. Non si può andare avanti a penultimatum e giravolte mentre Napoli affonda. L’ora delle prese in giro è finita”. Lo scrive in una nota Severino Nappi, presidente del Movimento civico Il Nostro Posto.

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