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Cpr a Castel Volturno, Fico: contrario ma no a scontro col Governo. Zinzi (Lega): bene toni ma serve sicurezza

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La Regione Campania ribadisce il proprio no alla realizzazione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Castel Volturno, ma punta al confronto istituzionale con l’esecutivo. Lo ha affermato il presidente Roberto Fico, intervenuto al Centro Fernandes della Caritas per un’assemblea pubblica organizzata dalla rete di associazioni promotrici dell’appello “No ai Cpr né a Castel Volturno né altrove”.

All’incontro era presente anche il vescovo delle diocesi di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, da tempo contrario al progetto, ritenuto incompatibile con un territorio che registra una fortissima pressione migratoria. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le manifestazioni di protesta, con il coinvolgimento di parrocchie, associazioni e realtà civiche locali.

Fico: “Il Cpr è un centro di detenzione che non produce risultati”

La Regione Campania è in disaccordo con la realizzazione del Cpr a Castel Volturno, ma non vogliamo andare al contrasto con il Governo. Vogliamo far comprendere al Ministro le nostre ragioni, che sono valide, e sono sicuro che potrà capirle”, ha dichiarato Fico.

Secondo il presidente della Regione, i Cpr “diventano di fatto centri di detenzione che non portano a nessun risultato” e finiscono per rendere “ancora più problematici” i territori in cui vengono insediati. Castel Volturno, ha aggiunto, “non ha bisogno di un Cpr, ma di incentivi, progetti di rigenerazione urbana, ripristino della linea di costa e abbattimenti dell’abusivismo”.

“L’immigrazione è un’opportunità, servono inclusione e integrazione”

Fico ha definito l’immigrazione “un’opportunità per il Paese, soprattutto in una fase di forte denatalità”, sottolineando la necessità di politiche basate su inclusione e integrazione. “Il Governo sbaglia a pensare che il Cpr sia un’opportunità”, ha concluso.

Zinzi (Lega): bene Fico, serve dialogo tra istituzioni

“Accogliamo con favore le parole del presidente Fico quando afferma di non voler andare allo scontro con il Governo sul CPR di Castel Volturno. È esattamente ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: su temi così delicati serve collaborazione istituzionale, non mobilitazioni ideologiche o contrapposizioni alimentate insieme a comitati e centri sociali”.

“Detto questo, resta una differenza politica di fondo che non possiamo nascondere: noi continuiamo a ritenere che Castel Volturno abbia bisogno sia di sviluppo sia di sicurezza. Contrapporre le due cose è un errore.

“Rigenerazione urbana, investimenti, riqualificazione del litorale e rilancio del masterplan domizio-flegreo devono diventare una priorità. Noi auspichiamo si possano finalmente vedere risultati concreti dopo troppi anni di annunci e di inerzia da parte del governo regionale. Ma tutto questo non esclude la necessità di strumenti che consentano allo Stato di governare in maniera seria e ordinata il fenomeno dell’immigrazione irregolare”.

Il CPR non è contro inclusione, riguarda chi non ha titolo a stare in Italia

“Il CPR non è un centro contro l’inclusione e non riguarda chi lavora onestamente o costruisce il proprio futuro in Italia. Riguarda esclusivamente soggetti privi di titolo a restare sul territorio nazionale, spesso già destinatari di provvedimenti di espulsione e in diversi casi segnalati per pericolosità. Il CPR produrrà anche un progressivo e inaspettato effetto spopolamento degli irregolari”.

Un passo avanti, ma il Governo non si ferma

“Se oggi anche il presidente Fico sceglie il confronto istituzionale anziché lo scontro, è un passo avanti. Ogni osservazione utile a migliorare il progetto e a rassicurare il territorio merita attenzione. Lo abbiamo detto fin dall’inizio anche rispetto alle preoccupazioni espresse dall’Arcivescovo Lagnese: con la Chiesa, che ha a cuore le persone, le famiglie e gli ultimi, il dialogo è sempre possibile e necessario. Ma deve essere chiaro un punto: il Governo andrà avanti perché sicurezza, legalità e tutela delle famiglie restano priorità non negoziabili. Castel Volturno ha bisogno di più Stato, di più sviluppo e anche di strumenti efficaci per governare l’immigrazione irregolare”.

Lo dichiara il deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania Gianpiero Zinzi.


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