Delibera cardiochirurgia e sentenza Consiglio di stato, giornata nera per De Luca sulla sanità.

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Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, interviene al Teatro Bellini di Napoli alla presentazione del festival " Lezioni di storia " a margine della quale ha commentato il risultato delle elezioni regionali in Emilia Romagna, 27 gennaio 2020 ANSA / CIRO FUSCO
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Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5293/2019 e successiva ordinanza n.805 dello scorso 31 gennaio, ha accolto il ricorso della sanità privata accreditata e nominato il Prefetto di Napoli commissario per la redazione del fabbisogno delle prestazioni specialistiche ambulatoriali (presupposto per la corretta determinazione dei tetti di spesa) e per garantire la trasparenza del procedimento.

“Anche i giudici certificano il fallimento della sanità di De Luca tanto da nominare al suo posto  il Prefetto di Napoli che si occuperà del fabbisogno delle prestazioni specialistiche amburatoriali: l’inadempienza del governatore campano è firmata anche dal massimo organismo della giustizia amministrativa”. Così in una nota Severino Nappi, Il Nostro Posto, che prosegue “La tagliola dei tetti di spesa di questi ultimi 5 anni e le erogazioni a singhiozzo delle prestazioni hanno costretto i campani a rinunciare alle cure generando inevitabili drammatiche conseguenze. La verità è che la sanità campana è in ginocchio e l’unico modo per riorganizzarla e rilanciarla passa per la defenestrazione di Vincenzo De Luca che col suo conclamato malgoverno ha chiaramente dimostrato di non aver a cuore la salute dei cittadini”.

“Siamo sempre più convinti, alla luce dell’audizione celebrata oggi in Commissione Sburocratizzazione, che l’operazione nata con il progetto di sdoppiamento del reparto di cardiochirurgia del Ruggi di Salerno e perfezionata con la delibera 35/2020, con la quale viene stipulata una convenzione tra la cardiochirurgia dell’Ospedale del Mare e il nosocomio di Salerno per consulenze cardiochirurgiche, sia il regalo di fine mandato di De Luca al suo consulente alla sanità Enrico Coscioni. Lo stesso Coscioni da due anni nominato, non a caso, primario di un reparto mai ancora nato. Piuttosto che adeguare le sale operatorie e i reparti di rianimazione del Ruggi, si va a costituire un reparto che, una volta operativo, andrebbe a inficiare il lavoro egregio portato avanti da chi da anni gestisce l’attuale cardiochirurgia. Per non parlare del disagio provocato ai reparti di oculistica pediatrica e di procreazione assistita, smobilitati per fare posto al doppione della cardiochirurgia. Inutile dire che nessuno dei direttori e dirigenti sanitari convocati in audizione si è presentato, ad avallare i sospetti su un atto difficile da giustificare”. Così il consigliere regionale M5S Michele Cammarano.

“In audizione – rivela Cammarano – ci siamo confrontati con le parti sociali, che hanno condiviso i nostri dubbi. Non c’è logica nella scelta di stipulare una convezione per consulenze cardiochirurgiche tra due ospedali distanti oltre 50 chilometri, comportando il trasporto da Napoli a Salerno di pazienti cardiopatici, nonostante la presenza di strutture e reparti specializzati nella Asl Napoli 1. Un’operazione che si spiega solo se finalizzata a garantire lavoro e pazienti a Coscioni, a pochi mesi dalla fine del suo mandato di consigliere alla sanità che verrà meno con la sicura mancata rielezione del suo governatore”.

“Questa delibera è stata una bestialità e sarà ritirata oggi. Punto. Per il resto polemiche zero e pensiamo alle cose serie”. Così a Pagani (Salerno) il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha risposto a chi gli chiedeva della polemiche legate alla delibera che prevedeva la stipula di una convenzione tra l’Asl Napoli 1 centro e l’Azienda ospedaliera Ruggi D’Aragona di Salerno per le consulenze cardiochirurgiche per pazienti ricoverati nella Cardiologia-Utic dell’Ospedale del Mare. (ANSA)

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