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Disoccupati di lunga durata, De Luca attacca Fico e annuncia: Bonavitacola non la firmato la delibera

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Il sindaco di Salerno ed ex Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, interviene duramente sulla delibera con cui la Regione Campania ha stanziato 8,3 milioni di euro per finanziare il progetto destinato ai disoccupati di lunga durata di Napoli, dopo la revoca del finanziamento ministeriale.

Nel suo consueto appuntamento social, l’ex governatore definisce la scelta della giunta regionale “estremamente preoccupante e grave”, contestando in particolare l’utilizzo di risorse regionali per coprire un programma che il Ministero del Lavoro ha bloccato segnalando “difformità” e anomalie procedurali.

“In un Paese normale si blocca tutto”

«In un Paese normale e civile, dopo che il ministero ha verificato l’esistenza di irregolarità ed ha comunicato che non caccia più neanche un euro, si blocca tutto», afferma De Luca, aggiungendo che la vicenda “dovrebbe essere sottoposta anche alla Procura e alla Guardia di finanza”.

Il riferimento è alla decisione del Ministero di ritirare il finanziamento originario, scelta che nelle scorse settimane aveva alimentato le proteste dei gruppi e dei movimenti dei disoccupati napoletani, protagonisti di presìdi e manifestazioni.

Il nodo della delibera regionale: “Clima di opacità”

De Luca punta il dito anche contro le modalità con cui la delibera è stata approvata. Parla di “clima di opacità” e ricorda che l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola avrebbe revocato la firma al provvedimento in attesa di chiarimenti.

Un elemento che, secondo il sindaco di Salerno, confermerebbe la delicatezza del quadro amministrativo: «In Campania, a Napoli, si ha quasi l’impressione che la legalità sia un optional, non un dovere».

Il contesto: proteste e tensioni dopo lo stop del Ministero

La sospensione del progetto da parte del Ministero del Lavoro aveva provocato una forte mobilitazione dei tirocinanti coinvolti, con occupazioni, cortei e richieste di chiarimenti rivolte alle istituzioni locali e nazionali.

La decisione della Regione di procedere comunque con fondi propri mira a garantire continuità al percorso, ma apre ora un fronte politico e istituzionale che rischia di ampliarsi.


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