Gli ultimi scioglimenti di amministrazioni comunali campane per infiltrazioni della criminalità organizzata riaccendono lo scontro politico regionale.
Nel mirino del centrodestra finiscono in particolare i comuni guidati dal Partito Democratico, come Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, per i quali il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha firmato i decreti di scioglimento nelle scorse settimane.
Il tema è stato al centro della conferenza stampa unitaria tenuta venerdì mattina nella Sala Nassirya del Consiglio regionale della Campania, a Napoli, dai vertici regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Al tavolo erano presenti il capo dell’opposizione in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano (FdI), il coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello, il deputato leghista Gianluca Cantalamessa, capogruppo della Lega in Commissione Antimafia, e il senatore di FdI Sergio Rastrelli, segretario della stessa Commissione.
L’accusa: “Un sistema che è diventato un’emergenza democratica nazionale”
Secondo gli esponenti del centrodestra, gli scioglimenti e le inchieste giudiziarie che negli ultimi anni hanno coinvolto diversi comuni campani delineerebbero “un sistema” che ha superato i confini regionali, trasformandosi in una emergenza democratica nazionale.
La mappa citata durante l’incontro comprende casi recenti e meno recenti: Caserta, sciolta nel 2023, guidata da un sindaco dem; Sarno e Pagani, commissariate nel 2026; i più recenti provvedimenti su Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
La critica, viene precisato, non riguarda la magistratura, verso cui viene ribadita piena fiducia, ma la responsabilità politica e la selezione della classe dirigente.
Sangiuliano: “Non si può fare l’antimafia a Roma e tollerare certe pratiche in periferia”
Il tono più duro arriva da Gennaro Sangiuliano, che collega la questione legalità ai risultati elettorali in alcune aree della regione:
“C’è un problema di legalità, e questo spiega anche certi risultati elettorali. Non si può fare l’antimafia a livello centrale e poi consentire questi comportamenti in periferia e in città importanti della Campania”.
L’ex ministro della Cultura chiama direttamente in causa il Nazareno:
“Su questo vorremmo una risposta dalla segretaria del Pd, Elly Schlein”.
Il nodo delle liste civiche: “Il principale varco dei clan nelle amministrazioni”
Uno dei punti centrali della conferenza è la critica al modello delle liste civiche, considerate dagli esponenti del centrodestra il principale tallone d’Achille delle amministrazioni locali più popolose.
Secondo l’analisi illustrata, l’indebolimento delle strutture dei partiti tradizionali avrebbe favorito l’ingresso di soggetti opachi, trasformando i cartelli civici nel veicolo privilegiato dei clan per condizionare la vita amministrativa.
Martusciello cita il caso di San Giuseppe Vesuviano:
“È emblematico: tutta l’amministrazione comunale partecipa a una cena con esponenti della criminalità organizzata. Chiediamo l’invio di una commissione d’accesso”.
Cantalamessa: “Maggiore infiltrazione nel centrosinistra campano”
Il deputato leghista Gianluca Cantalamessa collega direttamente gli scioglimenti alle responsabilità politiche del centrosinistra:
“Va da sé che ci sia un problema tra la sinistra e la criminalità in Campania, se pensiamo ai casi di Caserta, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia”.
A sostegno della tesi vengono citati i dati della Commissione parlamentare Antimafia:
“Su circa 45 comuni sciolti negli ultimi quattro anni, la stragrande maggioranza era guidata da formazioni civiche; i restanti erano equamente divisi tra centrodestra e centrosinistra”.
Rastrelli: “Oltre il 10% dei comuni della provincia di Napoli è a rischio scioglimento”
Il senatore Sergio Rastrelli insiste sui numeri:
“Secondo i dati della Commissione Antimafia, oltre il 10% dei comuni della provincia di Napoli è a rischio scioglimento. Una percentuale fuori dalla media nazionale”.
Per Rastrelli, questo quadro dimostra che la geografia criminale si sta intrecciando “in modo sempre più perverso” con quella amministrativa.
La pattuglia del centrodestra
Alla conferenza erano presenti anche: il deputato Michele Schiano (FdI), i capigruppo regionali Raffaele Maria Pisacane (FdI), Massimo Pelliccia (FI) e Sebastiano Odierna (lista Cirielli).
Sangiuliano: liste Pd Castellammare firmate Schlein
Il tema della legalità e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali torna al centro del confronto politico in Campania. A rilanciare l’allarme è Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e oggi capo dell’opposizione in Consiglio regionale, intervenuto durante una conferenza stampa congiunta del centrodestra.
Secondo Sangiuliano, gli ultimi scioglimenti di comuni campani – Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, entrambi guidati da amministrazioni di centrosinistra – delineano un quadro che non può più essere considerato episodico.
“Non si può fare l’antimafia a livello centrale e poi consentire questi comportamenti in periferia e in città importanti della Campania. Su questo vorremmo una risposta della segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein”.
“Un problema di legalità estremo”: i casi citati dal centrodestra
A margine dell’incontro, Sangiuliano ha ampliato il perimetro delle criticità, citando episodi che, secondo il centrodestra, confermerebbero una fragilità strutturale nella selezione della classe dirigente locale.
“È qualcosa di estremamente grave quanto accaduto con gli scioglimenti di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, mentre ad Ercolano un’esponente del Pd partecipa a una festa con un personaggio inquietante, e ancora quello che ha denunciato il senatore Rastrelli a proposito di Portici”.
Il riferimento è alle vicende che hanno coinvolto amministratori locali in contesti ritenuti incompatibili con il ruolo istituzionale, episodi che – secondo l’opposizione – alimentano un clima di opacità.
Le parole dell’ex sindaco di Castellammare: “Liste controfirmate dai vertici del Pd”
Sangiuliano ha poi richiamato le dichiarazioni dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che dopo lo scioglimento del Comune ha parlato di liste elettorali “controfirmate dal Segretario regionale e dal Segretario nazionale del Pd”.
“Ecco, quindi c’è un estremo problema di legalità. Poi si spiegano anche certi risultati elettorali in queste aree. Noi poniamo un problema politico, poi c’è la magistratura che fa benissimo il suo lavoro”.
L’ex ministro ha ribadito che la responsabilità politica è distinta dall’azione della magistratura, ma non per questo meno rilevante:
“Sono convinto che i cittadini di questi comuni siano persone oneste che non meritano questo malgoverno e queste amministrazioni”.
“Non più casi isolati: è un problema nazionale”
Per Sangiuliano, la frequenza e la dimensione dei comuni coinvolti rendono la questione non più confinabile a un livello locale:
“Evidentemente adesso è un caso nazionale. Se capita un solo caso estemporaneo può essere un fatto di inquinamento locale, ma quando città importanti e densamente abitate come Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Ercolano palesano problemi di questo tipo, secondo me c’è un grande problema di legalità nazionale”.
La conferenza stampa si inserisce nel più ampio dibattito politico che, nelle ultime settimane, ha visto il centrodestra chiedere una revisione dei meccanismi di selezione delle candidature e un rafforzamento delle strutture territoriali dei partiti.

















































