Pubblicità
Home Politica Legge elettorale, ok alla Camera, ora passaggio al Senato, cosa cambia

Legge elettorale, ok alla Camera, ora passaggio al Senato, cosa cambia

- pubblicità -

L’aula della Camera ha approvato la legge elettorale con 217 sì, 152 no e 2 astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato.

Non sono mancate proteste in aula, poco prima del voto. Dopo l’intervento di Giovanni Donzelli, i deputati di opposizione si sono alzati in piedi e hanno mostrato alcuni cartelli. Tra questi, quelli con la scritta ‘Meloni ha fallito’ e ‘la maggioranza non esiste, a casa’.

Premio di maggioranza, indicazione del premier, liste bloccate e voto ai fuori sede. Ecco come si voterà con la legge elettorale ‘Bigmami bis’ o anche ‘Melonellum’, che ha superato il primo scoglio con l’approvazione alla Camera. Il provvedimento dovrà adesso essere approvato dal Senato, prima di diventare legge. E se a palazzo Madama verrà modificato, magari con l’introduzione delle tanto discusse preferenze, dovrà tornare a Montecitorio per una terza lettura.

Le principali caratteristiche

INDICAZIONE DEL PREMIER

Nel programma elettorale che viene depositato in vista delle elezioni, le forze politiche devono indicare nome e cognome di chi verrà proposto per l’incarico di presidente del Consiglio, il tutto nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica così come previsto dalla Costituzione. La mancata indicazione ha come conseguenza l’inammissibilità delle liste.

RACCOLTA DELLE FIRME

Non tutti i partiti presenti al voto dovranno raccogliere le firme per presentare le proprie liste. La legge prevede l’esonero per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2025. Al netto, non rientrano nell’esonero formazioni comunque già presenti in Parlamento come Futuro nazionale, +Europa e Partito liberaldemocratico.

PLURICANDIDATURE

Previsto l’obbligo della presentazione di liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera. Mentre per ottenere il premio i candidati nelle liste circoscrizionali devono presentarsi anche in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata la sua lista circoscrizionale.

LISTE BLOCCATE (NIENTE PREFERENZE)

Le liste presenti sulla scheda sono bloccate con massimo sei candidati per simbolo nei collegi plurinominali.

L’emendamento sulle preferenze, respinto per un solo voto alla Camera per l’opera dei cosiddetti “franchi tiratori” grazie al voto segreto, potrebbe però essere riproposto al Senato, in questo caso però il regolamento della Camera Alta imporrebbe il voto palese. Ciò comporterebbe però un ulteriore passaggio alla Camera.

PREMIO DI MAGGIORANZA

Previsto anche in questa legge in premio di maggioranza, 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, ottenuto con almeno il 42% per cento dei voti in ciascuna della due Camere. Altrimenti i seggi vengono assegnati con il sistema proporzionale. Previsto, però, un tetto di massimo totale: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi in eccesso sono sottratti alla lista assegnataria del premio nel proporzionale.

SBARRAMENTO

Resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole.

VOTO ESTERO

Le attuali quattro Circoscrizioni estere sono ridotte a due alla Camera (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e una al Senato (Estero).

 VOTO AI FUORI SEDE

Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio. L’iscrizione all’elenco si chiede entro termini e con regole previste dalla legge.

Villaggio Turistico Golden Beach a Paestum nel cuore del Cilento, bungalow direttamente sulla spiaggia