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Legge elettorale, Stabilicum passa al Senato, alla Camera verrà chiesta fiducia?

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L’Aula del Senato ha approvato la legge elettorale con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera.

Protesta delle opposizioni poco prima del voto finale. I senatori hanno mostrato dei cartelli con la scritta ‘no alla legge truffa’.

“E’ un grande passo avanti…” il primo commento a caldo del presidente del Senato, Ignazio La Russa, sul via libera di Palazzo Madama alla riforma elettorale voluta dal centrodestra. “Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia”, ha affermato La Russa.

Boccia: legge truffa

“Non vi salverete con una legge elettorale truffa“, ha detto intervenendo in Aula il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. “Per anni Giorgia Meloni ha costruito la propria narrazione politica sull’idea dell’underdog. C’è qualcosa di affascinante nell’idea di chi parte da una posizione di svantaggio, combatte e vince. Ma la prova più difficile per un underdog non è vincere. È cosa fa delle regole dopo aver vinto. Chi è sicuro della propria forza non teme regole neutrali. Perché una buona legge elettorale è quella che sei disposto ad approvare anche sapendo che potrebbe far vincere gli altri. Questa è la differenza tra scrivere una regola e costruirsi una convenienza”, ha sottolineato Boccia.

Nel suo intervento il senatore della Lega Andrea Paganella ha scandito: “Vinceremo con Giorgia Meloni e con Matteo Salvini che finalmente tornerà a occuparsi di sicurezza e immigrazione al Viminale, dove doveva essere ma un complotto giuridico e mediatico gliel’ha impedito”.

Subito dopo il via libera in Senato alla legge elettorale, la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, sull’ipotesi fiducia alla Camera, ha dichiarato: “Non lo so, facciamo un passo alla volta. Le legge è stata approvata qui”.

Sulla questione è intervenuto mercoledì scorso Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ospite di AdnTalks. “Alla Camera – ha detto – al terzo passaggio, sarà messa la fiducia. C’è già stato un precedente” in questo senso, ha spiegato Lupi.

Fiducia all’ultimo passaggio alla Camera, Ministro Ciriani più cauto

Ottenuto l’ok (scontato) al Senato con 113 sì, 71 no e 2 astenuti, la legge elettorale voluta del centrodestra ora è attesa alla Camera, in terza lettura. Un passaggio insidioso. Che potrebbe trasformarsi nelle forche caudine della maggioranza. Ed è proprio questo ultimo giro di boa ad agitare i sonni di Giorgia Meloni: complice lo scrutinio segreto, i franchi tiratori sono sempre in agguato. Da qui i dubbi del governo sulla opportunità politica o meno di porre la questione di fiducia.

Il governo valuta se porre la fiducia alla Camera

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, confida nella lealtà degli alleati, Fi, Lega e Noi moderati. ”Sono ottimista”, taglia corto, raggiunto dai cronisti al ristorante di palazzo Madama per poi aggiungere: ”Perché bisognerebbe votare contro questa legge? Oggi al Senato abbiamo compiuto un grande passo in avanti”. Allo stato, l’esecutivo non ha ancora deciso cosa fare.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conferma che a Palazzo Chigi si sta riflettendo sulla strategia da adottare, perché il momento è cruciale. ”Per quanto riguarda la fiducia alla Camera – dice Ciriani, uno dei fedelissimi della premier – il governo deciderà a tempo debito se è opportuno porla o meno…”.

Mentre il governo riflette, La Russa esprime tutta la sua soddisfazione per il via libera della Camera alta e si chiede: ”Perché una parte dice che questa legge non va bene?”. Prende spunto dal premio di maggioranza introdotto dalla riforma elettorale, pronto a scattare a favore della coalizione che supererà il 42% , per assicurare: ”Questa legge, alla fine, dà la possibilità a tutti di competere. Nessuno è favorito. Fa vincere chi ha un voto in più. C’è la certezza che la coalizione guidata da Meloni o mister ‘X’ possa raggiungere il 42%, visto che non si sa chi è il capo del campo largo? No. E allora come si fa a dire che la riforma favorisce l’uno o l’altro? Nessuno veramente può essere contrario a questa legge se non per motivi propagandistici”.

Anche il ministro delle Riforme, Elisabetta Casellati, non vede trappole a Montecitorio: ”Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà anche alla Camera. Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento”. Quanto all’ipotesi fiducia, pure la ministra non si sbilancia più di tanto: “Non lo so, facciamo un passo alla volta…”.

Le novità dello Stabilicum rispetto al Rosatellum

Tra le principali novità del testo varato dal Senato, soprannominato da Fi ‘Stabilicum’ e destinato a sostituire il Rosatellum: il proporzionale con premio di governabilità appunto (che scatta quando una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento), preferenze ma con capilista bloccati, soglia di sbarramento e nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale), aumento della soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila in ogni collegio per quelle formazioni politiche non presenti alla Camera e al Senato.


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