Quella di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, “è la storia di un sistema che su più livelli e per un periodo troppo lungo ha visto reiterare errori e omissioni“.
Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Regione Campania, nel suo intervento durante la seduta straordinaria monotematica del Consiglio regionale della Campania. Fico in apertura del suo intervento ha ripercorso tutta la cronologia degli eventi che hanno portato alla morte del bambino, le azioni intraprese della direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli e i provvedimenti adottati dalla Regione.
“Domenico non tornerà, nessun provvedimento, nessuna riorganizzazione, nessuna parola pronunciata in quest’aula potrà restituire alla sua famiglia ciò che ha perduto. Lo sappiamo e sarebbe disonesto dire il contrario. Quello che possiamo fare, quello che questa assemblea, questa presidenza, questa comunità intera è chiamata a fare, è garantire che la sua storia non sia stata soltanto una tragedia, ma anche l’occasione in cui abbiamo avuto il coraggio di guardare con onestà, con grande onestà, nelle disfunzioni del nostro sistema e di cambiarle davvero”, ha detto il presidente della Regione Campania, nel suo intervento. “Questa amministrazione – ha evidenziato – non si limiterà a correggere le procedure”. Lo farà, tra le altre cose, “rimuovendo gli elementi di autoreferenzialità e di protagonismo che in un sistema sanitario pubblico non possono essere tollerati. Perché in quel sistema al centro c’è il paziente e nessun altro”.
Questa vicenda non si trasformi in una condanna sommaria dell’intera sanità campana”. “la magistratura farà il suo corso” ha detto Roberto Fico, rimarcando – tra gli applausi dei consiglieri – “l’intenzione della Regione di costituirsi parte civile nei processi che potranno essere instaurati”.
“Venerdì porterò in giunta un primo atto su una ricognizione generale su tutta la trapiantologia e gli istituti che fanno trapianti in Campania”, ha poi aggiunto Fico. “Aver attivato l’ispezione sanitaria sulla legge del 2015 che non era mai stata attivata èá- ha evidenziato – un fatto importante che si renderà fisso non solo per il Monaldi, ma per la sanità nel suo complesso. Noi sappiamo bene la direzione che dobbiamo percorrere, la direzione di riscrittura del piano ospedaliero regionale, dove ognuno che controlla, che vigila, non sia in qualche modo anche vicino a un controllato. Dobbiamo dividere bene le funzioni, la pubblica amministrazione parla per atti, bisogna scrivere, le direzioni amministrative parlano con altre direzioni amministrative e si lavora in quest’ottica in questo processo, chiaro, trasparente e netto”.
Nel dibattito consiliare successivo, il capogruppo di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano ha ringraziato il presidente per la ricostruzione dei fatti, definendo la vicenda «un caso di malasanità» e aggiungendo che, «laddove le inchieste, prescindendo dall’azione della magistratura, confermeranno le defaillance emerse finora, bisogna agire anche rimuovendo il direttore generale dell’Azienda sanitaria».
“Dopo che Fico, in Consiglio regionale, ha ammesso di aver appreso solo dalla stampa la portata della vicenda Monaldi e, quindi, molto tempo dopo l’accadimento dei fatti, è paradossale come il presidente della Regione Campania continui a peccare di omissione. Questa è la dimostrazione lampante che Palazzo Santa Lucia non solo non è intervenuto nel tempo con i manager dell’ospedale per far svolgere adeguati controlli, ma che in questi mesi il Monaldi, per Fico è diventato la classica ‘patata bollente’ che nessuno vuole toccare. Dopo la tragedia del piccolo Domenico, non un intervento è stato avviato per dare sostegno a medici e infermieri investiti da una caso, anche mediatico, senza precedenti, sostegno nei confronti di un personale sanitario che con il proprio lavoro ha contribuito negli anni a rendere il nosocomio una eccellenza della sanità campana. Né, per giunta, sono state messe in campo le misure necessarie per assicurare la reale continuità delle cure per i bimbi cardiopatici: oggi, come hanno denunciato i genitori di quasi mille piccoli pazienti, si assiste soltanto a una incertezza senza fine. Fico, che da mesi si riempie la bocca con il presunto progetto di rilancio della sanità campana, con la discontinuità rispetto al passato, è stato il primo ad abbandonare la “nave” del Monaldi, trincerandosi dietro i faremo, i vedremo, e l’attesa dei riscontri delle indagini avviate dalla magistratura. Solo parole e promesse, fatti zero…”. Lo afferma Severino Nappi, vice coordinatore Lega Campania e componente Consiglio Federale Lega.
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