Napolitano al Senato bacchetta il Pd: non ha ascoltato insicurezze.

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da Tribuna Politica Web

Le ultime elezioni hanno costituito “un  netto spartiacque” che tra l’altro ha mostrato “quanto poco avesse  convinto l’auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni  da governi e da partiti di maggioranza”. Giorgio Napolitano ha aperto  la legislatura al Senato senza risparmiare critiche alla maggioranza e al governo uscente.    

“Il voto del 4 marzo ha rispecchiato un forte mutamento nel rapporto  tra gli italiani e la politica quale si era venuta caratterizzando da  non pochi anni a questa parte”, ha spiegato il presidente emerito, che ha presieduto la prima seduta di palazzo Madama, parlando di “un voto  che non solo ha travolto certezze e aspettative di forze politiche  radicate da tempo nell’assetto istituzionale e di governo del Paese.  Esso ha messo in questione tradizioni, visioni, sensibilità, che erano a lungo prevalse”.

Napolitano ha sottolineato il fatto che “gli elettori hanno premiato  straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso le  posizioni di più radicale contestazione, di vera e propria rottura  rispetto al passato” e che “ha contato molto nelle scelte degli  elettori il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti  tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme”.

Ma Napolitano non si è limitato a ‘fotografare’ la  situazione così come uscita dalle urne, indicando anche la strada da  seguire per concretizzare l’esito elettorale e far camminare la nuova  legislatura.

Occorre comunque corrispondere alle scelte del corpo elettorale e  delineare la strada per il prossimo futuro del Paese. E alcuni  elementi possono concorrere ad allargare l’orizzonte. Si tratta in  sostanza di far leva sull’interesse generale dell’Italia”, ha spiegato il presidente emerito.     

Per Napolitano, “di certo per aprire, nell’attuale scenario, nuove  prospettive al Paese sono insieme essenziali il rispetto della volontà popolare e il rispetto delle prerogative del Presidente della  Repubblica, al quale rivolgo a nome di voi tutti l’espressione  calorosa della nostra stima e fiducia”.

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