No green pass, azione dimostrativa di Davide Tutino ed Ugo Mattei ad un ufficio postale di Torino.

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Ieri il Professor Studente Davide Tutino ha partecipato con il Professor Ugo Mattei, che guida il Comitato di Liberazione Nazionale,  ad una iniziativa presso l’Ufficio Postale di Corso Moncalieri 19 a Torino.

Il Prof. Ugo Mattei ha chiesto di ritirare una raccomandata personale, ma gli è stato impedito di farlo, dal momento che non intendeva esibire il lasciapassare, detto Green Pass.

Poiché la sottrazione della posta costituisce ipotesi di reato, ovvero appropriazione indebita ai danni del destinatario, il Professore ha fatto intervenire polizia e carabinieri, per verbalizzare l’accaduto.

Desta molta perplessità il fatto che tra le forze dell’ordine intervenute vi fosse la Digos, corpo di polizia deputato a contrastare l’eversione e il terrorismo.

Il Prof. Mattei ha contestato l’appropriazione indebita da parte dell’ufficio postale, riservandosi tutte le denunce del caso e invitando i cittadini a riflettere sulla possibilità di ritirare i propri risparmi affidati a questi uffici.

Davide Tutino si è quindi recato al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”, portando con sé una lettera aperta in sostegno del personale sospeso.  Alla presenza dei docenti e degli studenti, che lo hanno accolto, ne ha letto il testo (allegato di seguito al comunicato). Subito dopo, nell’atrio del Conservatorio, sono sopraggiunte le forze dell’ordine, di cui era stato chiesto l’intervento, poiché il Professore aveva fatto ingresso nel Conservatorio dichiaratamente senza Green Pass.

Alle 14.20, rilasciato dalle forze dell’ordine,  il Professor Tutino insieme agli studenti si è recato ad un incontro di fronte al Politecnico di Torino, al termine del quale ha affermato: “avrò bisogno di un sacco a pelo per la notte “.

Il Professore, infatti, è arrivato a Torino giovedì 10 febbraio, ha raggiunto l’Hotel presso cui aveva prenotato una stanza, ma gli è stato impedito di usufruirne, poiché sprovvisto di Green Pass. Quindi, ha atteso la polizia presso l’accoglienza dell’albergo e, rifiutatosi di uscire, ha pernottato nella hall, riposando un po’ per  terra e un po’ su un divanetto.

“Ci ricorda la nostra condizione di uomini e di disobbedienti”, egli afferma. E cita il Vangelo di Matteo: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.”

Poi si sofferma sul valore della disobbedienza: “Uno spettro si aggira per Torino e per il mondo: lo spettro del diritto,  lo spettro della resistenza a un potere disumano e fuorilegge.

Disobbedendo mostriamo  il volto violento del lasciapassare di Stato, per cui in Italia, senza alcuna motivazione sanitaria, un cittadino sano non può esercitare i propri diritti umani e costituzionali.

Io non sono Davide Tutino. Sono un cittadino italiano costretto a dormire senza un tetto, senza sicurezza, senza dignità.

Un cittadino, non un suddito.”

 

 

 

ALLEGATO

Lettera aperta a:

Maestro Francesco Pennarola

Direttore del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”

Torino

 

Pregiatissimo Direttore, Maestro Francesco Pennarola,

ricordando che la parola “pregiatissimo” significa di notevole valore, ci rivolgiamo a Lei, coltivando la concreta speranza che Lei Voglia e possa tornare a rendere grande il valore dell’insegnamento, dell’educazione, della musica, del diritto.

Alcuni docenti di questo Conservatorio, come tanti docenti e studenti di tutta Italia, sono sospesi non solo dal lavoro, ma dall’esercizio dei propri diritti umani e costituzionali.

In questo luogo di armonia risuona il silenzio della loro assenza, risuona il peana della non violenza, della disobbedienza, della dignità umana, senza le quali nessuna musica può veramente essere udita.

Invitiamo Lei e tutti i docenti del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino a sostenere, accogliere e rivendicare il ritorno in tutte le aule scolastiche di coloro che sono discriminati e puniti senza né colpa né reato.

Per questo siamo qui a disobbedire, presentandoci a Lei con questa lettera d’amore per il diritto e la verità, privi del lasciapassare dell’odio e della menzogna, il cosiddetto Green Pass.

Sperando che Voglia riceverci e accogliere questa istanza, rivendicando la nostra disobbedienza quale restituzione della sacralità violata a questi luoghi, Le rivolgiamo i più rispettosi saluti.

 

Sindacato FISI

Comitato Resistenza Radicale

Professor Studente Davide Tutino, latore della presente

 

Torino, 11 Febbraio 2022

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