Si è svolta questa sera, “in un clima di grande cordialità”, una riunione tra i leader del centrodestra Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi. Nel corso dell’incontro, si legge in una nota congiunta del centrodestra, “si è iniziato a ragionare in modo costruttivo sui candidati alle prossime elezioni regionali, con l’obiettivo condiviso di individuare figure autorevoli e vincenti, capaci di rappresentare al meglio i territori e le istanze dei cittadini”.
Resta intanto da sciogliere il nodo Veneto. Sul futuro della guida della regione del nord al voto in autunno, sospesa tra aspirazioni identitarie della Lega e di Salvini, e rivendicazioni di Fratelli d’Italia, primo partito per consenso, fonti accreditate raccontavano prima del vertice di una premier in procinto di prendere, in prima persona, una decisione, che di sicuro qualcuno scontenterà, ma che terrà conto anche degli equilibri di governo.
Una partita legata a filo doppio con la Campania dove tutto ruoterebbe attorno alla eventuale candidatura di Matteo Piantedosi, che viene considerato il nome più spendibile e autorevole per sfidare la coalizione di centrosinistra con Roberto Fico in campo.
Un tempo di riflessione che deve però fare i conti con il fatto che ora ci sono anche le prime date del voto, messe nero su bianco dal presidente uscente delle Marche Francesco Acquaroli, di nuovo in corsa contro il dem Ricci. Il meloniano ha deciso di fare votare i marchigiani il 28 e 29 settembre prossimi, dando il via ufficiale a una campagna elettorale in piena estate.

















































