La maggioranza supera lo stallo e dà il primo via libera alla risoluzione della Lega che punta a rafforzare l’operazione “Strade Sicure” con l’impiego di 3.200 militari in più sul territorio nazionale.
Il documento, fermo da aprile, era stato al centro di tensioni interne al centrodestra dopo le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che lo scorso novembre aveva sottolineato la necessità di “riportare i militari al loro lavoro originario” aumentando invece gli organici delle forze di polizia.
Nelle ultime settimane il tema aveva riacceso le frizioni: la Lega in pressing per ampliare il contingente, Forza Italia e Fratelli d’Italia più prudenti. La svolta è arrivata in commissione Difesa alla Camera, dove la risoluzione è stata approvata da tutta la maggioranza, segnale di un clima più distensivo anche in vista del passaggio finale della legge elettorale, che prevede votazioni a scrutinio segreto.
Da 6.800 a 10mila militari: presidi nei capoluoghi e nuovi carabinieri
La risoluzione prevede: aumento del contingente da 6.800 a 10mila militari, estensione dei presidi ai 61 capoluoghi di provincia oggi privi di pattuglie dell’operazione, assunzione di nuovi carabinieri, rafforzamento della sicurezza in città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili
L’operazione, attiva dal 2008, impiega le Forze armate in compiti di prevenzione e vigilanza urbana.
Crosetto: “Non l’ho ancora vista”. Il ministro insiste sulla riforma degli organici
La reazione del ministro della Difesa è stata tiepida. Lasciando il Senato dopo un’audizione, Crosetto si è limitato a commentare: «Non l’ho ancora vista».
In commissione Esteri e Difesa, il ministro ha ribadito che l’aumento degli organici delle Forze armate richiede coperture finanziarie pluriennali e potrà essere affrontato solo dopo la legge di bilancio, con un nuovo disegno di legge dedicato. Un provvedimento distinto dalla risoluzione della Lega, che riguarda invece il riutilizzo del personale già disponibile.
Minardo (FI): “Equilibrio tra sicurezza e ruolo delle Forze armate”
Il presidente della commissione Difesa, Nino Minardo (FI), rivendica un lavoro di sintesi:
«Abbiamo trovato un punto di equilibrio tra la necessità di rafforzare la sicurezza nei luoghi sensibili e quella di non sovraccaricare le Forze armate, che hanno compiti propri e non possono sostituire stabilmente le forze di polizia».
Sul tavolo dell’esecutivo resta anche il progetto di reintrodurre i carabinieri ausiliari, figura scomparsa con la fine della leva obbligatoria nel 2005, per sostituire progressivamente i militari oggi impiegati in Strade Sicure.
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