Bando addetto stampa, la Sovrintendente del San Carlo Purchia precisa: nessuna discriminazione.

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In relazione alle polemiche sorte in merito al bando pubblicato il 24 maggio 2019 per il Concorso per 1 posto a tempo indeterminato per il profilo di Addetto all’Ufficio Stampa, Assistente alla Comunicazione ed Edizioni del Teatro di San Carlo, la Sovrintendente Rosanna Purchia intende precisare e chiarire quanto segue:

Premesso che il bando è stato pubblicato in data 24 maggio 2019, e che il San Carlo è da sempre aperto al confronto, si fa presente che per tutto ciò che riguarda la materia dei rapporti di lavoro, la Fondazione è tenuta a seguire la normativa di diritto privato ed applica ai rapporti di lavoro dei Suoi dipendenti, il CCNL Fondazioni Lirico-Sinfoniche”.

“Nel bando in questione   – continua la Sovrintendente – si ricerca la figura di “Addetto all’Ufficio Stampa” che dovrà, sotto la direzione del Responsabile Ufficio Stampa, collaborare a redigere ed inviare comunicati stampa, monitorare quotidianamente la rassegna stampa, organizzare conferenze stampa e azioni di promozione delle attività del Teatro.

Per tale figura abbiamo inteso richiedere come requisito minimo l’essere iscritto all’albo dei giornalisti elenco dei pubblicisti, non di precludere ovviamente la partecipazione ai professionisti”.

“Per il tanto clamore sollevato dai media per la questione dell’idoneità fisica, tanto da arrivare ad usare addirittura la parola “discriminazione”, ribadisco con forza che la Fondazione con l’espressione, vetusta da risultare forse oggi non opportuna, “esenti da difetti e imperfezioni” intende indicare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato, trattandosi esclusivamente di idoneità alla mansione specifica, così come disposto dall’art. 41 del d.lgs 81/08. Peraltro è obbligatoria, prima dell’assunzione la verifica dell’idoneità alla mansione da parte del medico competente”.

“Quindi – conclude Rosanna Purchia – non si tratta assolutamente di alcuna discriminazione, che mai è stata perpetrata – e mai lo sarà – dal nostro Teatro nell’ambito delle assunzioni del personale”.

 

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