Giovani magistrati e avvocati leggono lo scrittore turco Ahmet Altan.

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Giovani magistrati e avvocati scandiscono le parole dell’arringa difensiva dello scrittore e giornalista turco Ahmet Altan, condannato all’ergastolo con l’accusa di aver favorito in Turchia il tentato colpo di stato del luglio 2016. Un’arringa corale promossa dalla Fondazione Premio Napoli nel giorno in cui l’Italia celebra la Resistenza recitando quello che è diventato un autentico manifesto laico in favore della libertà d’espressione e della legalità, contro l’idiozia e la violenza del potere.

“Così la Fondazione Premio Napoli – spiega il presidente, l’avvocato Domenico Ciruzzi – ha inteso celebrare il 350esimo anniversario della nascita di Giambattista Vico nell’ambito del “Maggio dei Monumenti”. Oltre che filosofo e storico, Vico è stato anche un uomo di diritto e i suoi studi lo aiutarono a sviluppare la sua peculiare filosofia dell’umanesimo giuridico che, oggi ancor più di ieri, meriterebbe di figurare quale stella polare di chiunque abbia l’esercizio del potere”.

 

Autore di “Scrittore e assassino” e di “Quartetto ottomano”, Ahmet Altan è stato arrestato, con migliaia di altre persone, dopo il fallito colpo di stato in Turchia del 15 luglio 2016. Con questo pamphlet corrosivo e limpido risponde al grottesco atto d’accusa del pubblico ministero, ridicolizzandone e demolendone gli argomenti. In “Ritratto dell’atto di accusa come pornografia giudiziaria” (2017, Edizioni E/O) Altan mette a nudo la prepotenza, terribile e al tempo stesso ridicola, del potere.  Il processo a carico di Altan ha suscitato in tutto il mondo la preoccupazione e l’indignazione dei sostenitori della libertà di stampa, su cui la Fondazione Premio Napoli invita a riflettere.

 

A precedere la lettura corale tenuta ieri, 25 aprile 2018 nella Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale, è l’introduzione dell’avvocato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, il magistrato Consigliere della Corte di Cassazione Alfredo Guardiano, il giurista Sergio Moccia e l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele.

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