Il chirurgo maxillo-facciale specialista per femminilizzare il volto.

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di Viviana Bazzani

Joseph Bell scriveva, la medicina e la chirurgia devono essere insegnate nelle aule universitarie, ma studiate al letto del paziente.

Leggendo le belle e numerose recensioni si comprende come, il dottor Raffaele Castaldo, abbia fatto sua questa filosofia.
Giovane d’aspetto ma non di esperienza, stimato e rispettato in Italia e all’estero, vanta collaborazioni con chirurghi di fama internazionale e il suo è un curriculum di tutto rispetto.
Nulla nasce per caso, tredici anni di studio nelle aule universitarie, dapprima una laurea magistrale di 6 anni in Medicina e Chirurgia conseguita presso quella che fu la seconda Università degli Studi di Napoli (oggi Luigi Vanvitelli) con tesi dal titolo
“RICOSTRUZIONE DEI DIFETTI ONCOLOGICI MEDIANTE LEMBI MICROCHIRURGICI RIVASCOLARIZZATI NEL DISTRETTO MAXILLO-FACCIALE” , 5 anni di specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale presso il medesimo ateneo con tesi sulla chirurgia computer assistita nelle riabilitazioni implantari e 2 anni di Master di secondo livello in Chirurgia Plastica Estetica presso l’Università degli Studi di Padova.
Il Dott. Raffaele Castaldo ha seguito corsi in Italia e all’estero  con il Prof. Hermann Sailer, Giovanni Botti , Pietro Palma, Ruben Davo’, Chantal Malavez , giusto per citarne alcuni. In ambito prettamente estetico è cresciuto professionalmente sotto la guida del Prof. Marco Gasparotti, uno dei migliori chirurghi plastici al mondo, suo maestro ed amico.
Questa intervista vuole accompagnare il lettore a comprendere meglio il mondo della chirurgia maxillo-facciale e il mondo della chirurgia plastica attraverso le parole chiare e semplici del dottor Castaldo. Scopriremo le nuove frontiere sulla “femminilizzazione” comprendendo come il chirurgo diventa, nei momenti complessi, unico punto di riferimento.
D – Dottor Castaldo ci spieghi la differenza competenziale della chirurgia plastica da quella maxillo-facciale.
R – Sulle differenti competenze si crea spesso un po’ di confusione per il paziente e, per questo, colgo l’occasione per fare un po’ di chiarezza. Sebbene da un punto strettamente tecnico, le due specialità si sovrappongano in taluni casi, bisogna dire che il chirurgo maxillo facciale è in effetti l’ultra specialista del distretto testa-collo, avendo un background formativo che gli consente di trattare problematiche estetico-funzionali e oncologiche la cui risoluzione richiede spiccate competenze che vanno dalla neurochirurgia, microchirurgia, chirurgia ortopedica, correzione di malformazioni e deformità congenite delle ossa mascellari e della faccia alla chirurgia specifica delle ghiandole salivari ecc..Ricordiamo che il primo trapianto di volto al mondo è stato eseguito da un chirurgo maxillo-facciale, Bernard Devauchelle, nel 2005.
La chirurgia plastica invece è una delle poche specializzazioni chirurgiche non “apparato specifiche” e come tale opera quindi su qualsiasi distretto corporeo, anche se oggi, i puristi della chirurgia plastica, tendono perlopiù ad eseguire interventi chirurgici deputati alla correzione degli inestetismi relativi ai tessuti molli (addominoplastica, mastoplastica additiva, blefaroplastica, lifting , liposuzione ecc..)
D – Come nasce la sua scelta nello specializzarsi in chirurgia maxillo-facciale?
R – Sin da piccolo ero un grande appassionato di film di fantascienza e di azione. Tutto nasce un po’ dal telefilm in voga negli anni ’80 VISITORS, in cui i protagonisti erano alieni invasori del pianeta terra con fattezze umane e che all’occorrenza rimuovevano la pelle del volto mostrando le loro caratteristiche extra-terrestri. Da lì credo sia nata la mia passione per il distretto testa-collo. All’epoca ero solo un bambino dotato di fervida immaginazione e ricordo quei momenti in cui guardavo la serie tv dove avrei voluto avere uno di quegli alieni “sotto mano” per effettuare dissezioni anatomiche per capire cosa avessero di diverso da noi…Il resto della storia è una matematica conseguenza…
D – Ippocrate diceva, la guerra è la vera scuola del chirurgo… oggi, con i progressi della medicina che “guerra” combattono le nuove generazioni dei chirurghi?
R – Ippocrate parlava giustamente come uomo del suo tempo, all’epoca le guerre erano davvero l’unica vera palestra per un medico, ma erano comunque tempi bui in cui la medicina e la chirurgia erano rudimentali. Oggi le nuove generazioni combattono un’unica battaglia, quello della competenza. Viviamo in un mondo globalizzato dove l’accesso al sapere è il medesimo in ogni parte del mondo. Chiunque oggi puo’ scaricare libri online, videocorsi o tutorial su qualsiasi argomento arricchendo le sue conoscenze. Tuttavia per essere un chirurgo straordinario non basta solo la conoscenza, ci vuole soprattutto umanità. Per umanità intendo la capacità del medico di immedesimarsi nel paziente, nel saper dire di no ad un intervento, nel saper comprendere le dinamiche psicologiche del paziente che si celano dietro una richiesta di cambiamento . Tutto ciò attraverso la conversazione, la visita, il contatto umano. Ecco il motivo per cui, nell’era COVID, l’unica professione al mondo che non ha mai lavorato in smart working è stata quella del medico!
D – In una società molto attenta al cambiamento, anche la chirurgia
maxillo-facciale ha iniziato ad avere un occhio di riguardo con chi ha avuto il coraggio di parlare della sua diversità. Aiutare il cambio del sesso al volto, “FEMMINILIZZAZIONE”, vuol dire avere quel biglietto da visita che permetterà al paziente transgender di sentirsi parte integrante del mondo. Cosa consiste questo intervento? Quale percorso deve fare il paziente prima di sottoporsi a questo delicato intervento?
R – Senza dubbio l’emancipazione sociale ha determinato un notevole beneficio psicologico in tutta quella categoria di persone che non si riconoscono nel proprio corpo e che pertanto decidono in maniera consapevole di sottoporsi alla chirurgia di cambio di sesso del volto. E’ chiaro che una volta che la persona transgender è riuscita a cambiare definitivamente il suo aspetto, avrà finalmente una “coerenza” mente-corpo tale da farla sentire parte integrante del mondo e quindi eccettarsi. L’intervento consiste nella modifica delle ossa facciali e dei tessuti molli, mediante specifiche tecniche in grado di conferire le corrette simmetrie e volumi facciali in base al sesso oggetto della trasformazione. La transizione prevede, una serie di passaggi che vanno, in prima istanza, da una diagnosi di disforia di genere, ovvero un’accertamento di uno specialista che riconosca che la persona non si riconosce nel sesso assegnatole alla nascita. Con questa diagnosi la persona puo’ finalmente rivolgersi a un endocrinologo per la prescrizione della terapia ormonale  femminilizzante o mascolinizzante in base al caso specifico. Lo step successivo è il cambio dei documenti anagrafici. Questo percorso è sempre preceduto dal cosiddetto “real life test”, un periodo che dura all’incirca un anno in cui la persona vive nel contesto sociale come uomo o come donna, a seconda del genere in cui si riconosce. Il cambio dei documenti avviene pero’ dopo la sentenza di un giudice! Per coloro che lo desiderano è possibile addirittura farsi autorizzare gli interventi chirurgici di cambio del sesso. In Italia infatti, per legge, nessun chirurgo può asportare un organo sano ed è quindi necessaria l’espressa autorizzazione di un giudice come forma di tutela per la salute psico-fisica della persona.
D – È più complessa la trasformazione del volto uomo in donna o viceversa?
R – La chirurgia è tutta complessa, conta molto quello che sai fare, se conosci le tecniche ogni procedura non è mai più complessa di un’altra. Per semplificare potremmo dire che nel passaggio da uomo a donna si effettua generalmente una chirurgia “riduttiva”, viceversa una chirurgia di tipo “additivo”..Questo perchè , anatomicamente, l’uomo presenta prominenze ossee e volumi maggiori rispetto alla donna. Basti pensare ad esempio alla regione mandibolare, nella maggior parte dei casi l’uomo è più squadrato rispetto alla donna che invece presenta profili più dolci e delicati.
D – Può raccontarci una storia di un suo paziente transgender che l’ha colpita particolarmente?
R – La storia che più mi ha lasciato il segno è stata quella di un paziente di origini svedesi adottato da una famiglia austriaca. Venne da me a visita a Napoli da Graz, il suo disagio psicologico era enorme, da uomo voleva assolutamente diventare donna e ricordo che  al colloquio mi disse, in lingua inglese : “I’m tired of suffering because of people’s ignorance, if you don’t make me the surgery I commit suicide” – “Sono stanco di soffrire per colpa dell’ignoranza della gente, se non mi opera mi suicido!”.
Feci diversi colloqui prima di decidere se operarlo o meno, volevo valutare attentamente le sue caratteristiche psichiche, la sua reale motivazione ma soprattutto la sua “storia di vita” perchè solo la storia di ciascuno di noi puo’ illuminarci sul presente. Quando capii che le motivazioni erano pregnanti e che effettuando l’intervento l’avrei reso realmente felice, allora ho dato tutto me stesso nella programmazione chirurgica per accontentarlo. Per questioni di vicinanza alla sua residenza austriaca, concordammo di effettuare l’intervento in una famosa clinica di Milano, l’operazione durò circa 7 ore, eseguii un’accurata osteoplastica delle ossa craniche frontali mediante lembo coronale, mentoplastica riduttiva e profiloplastica mandibolare,lifting del sopracciglio, inserimento di protesi malari e rinoplastica, tutto in un’unica estenuante seduta operatoria. L’intervento fu un vero successo, ancora oggi, quando lo vedo, stento a credere all’opera compiuta perchè, come spesso accade in questi casi, le complicanze sono dietro l’angolo. La soddisfazione più grande è ricevere ancora , a distanza di anni, le sue email ricche di gratitudine e manifestazioni di stima in cui mi dice: “se dovessi operarmi un giorno a qualsiasi cosa, chiamerei sempre e solo lei come chirurgo”.
D – Dott. Castaldo lei lavora come libero professionista e quindi effettua questo genere di interventi in cliniche private a Napoli, Roma e Milano ma, ci dica, quali sono i costi?
R – Beh, rispondere a questa domanda è difficile, un po’ come chiedere ad un architetto quanto costa la ristrutturazione di un appartamento senza conoscere i metri quadri e i materiali da utilizzare. La chirurgia del volto è una delle chirurgie più vaste e complesse che ci siano, basti pensare che un singolo individuo puo’ avere deformazioni ossee, anomalie anatomiche come la deviazione della piramide nasale a causa di pregressi traumi, regioni facciali svuotate rispetto alla parte controlaterale ecc…Per tale motivo, la correzione di ciascuno di questi difetti ha un riverbero sui tempi operatori e quindi sui costi dell’intervento. Fatta la valutazione complessiva del paziente e solo dopo aver effettuato un accurato studio del caso con rendering in 3d della tac del massiccio facciale del paziente, possiamo stabilire il tipo di intervento da eseguire, eventuali materiali protesici da utilizzare o mezzi di osteosintesi (placche e viti in titanio). Generalmente il range per questa tipologia di interventi varia dagli 8.000 ai 40.000€, a seconda del caso.
D – Il fatto che il Dott. Raffaele Castaldo rappresenti una elite di chirurghi che eseguono interventi così complessi la rende orgoglioso? Quando, nel percorso della sua carriera, ha capito che sarebbe stato pronto ad effettuare il salto di qualità verso interventi di tale portata?
R – Certo, il fatto di rappresentare in Italia una minoranza di chirurghi che effettuano questa tipologia di interventi mi rende orgoglioso, anche se spero di non essere solo l’elite di coloro che li eseguono, ma soprattutto l’elite di coloro che li eseguono a regola d’arte. La mia soddisfazione più grande è sempre nell’immediato post-operatorio, quando vedo gli occhi felici del paziente, per me quello è assolutamente impagabile. Da bambino ero solito ascoltare da alcuni genitori dei miei compagni frasi del tipo: “tu da grande devi fare l’avvocato, tu il medico, tu l’ingegnere ecc..” I miei genitori invece non mi hanno mai imposto nulla però  ricordo una frase che per me è stata sempre come un faro nell’oscurità nei momenti più difficili della mia carriera, mi dicevano: “nella vita puoi fare qualsiasi cosa, dallo spazzino al musicista, dall’astronauta all’elettricista ma qualunque cosa farai , cerca sempre di farla meglio degli altri”. Questa frase rimbomba ogni giorno nella mia mente, cerco di fare sempre meglio. Talvolta è difficile, ma bisogna provare, tenere alti i propri standard per uno stimolo continuo al miglioramento.
Non credo che esista un solo chirurgo al mondo che si sente pronto ad effettuare per la prima volta un intervento, le paure sono tante ma il segreto è cominciare. Un chirurgo che non ha paura è, molto spesso, un chirurgo pericoloso. Nell’ambito della chirurgia cranio-facciale, per fortuna , le mie paure sono state ridimensionate molto dall’immensità del Prof. Hermann Sailer. Ero poco più di un pivello a fine specializzazione all’epoca, ma lì a Zurigo, nella sua clinica, ho visto e imparato cose che ritenevo impossibili, dalla chirurgia ricostruttiva alla chirurgia di femminilizzazione del viso. “La chirurgia è vedere” e se una cosa non la vedi, non la puoi fare.
D – Il noto marchio Chanel ha voluto come Testimonial l’ex transgender TEDDY QUINLIVAN per il rossetto “Coco”, per lei questa scelta di marketing indica un cammino culturale sempre meno complesso oppure la strada é ancora in salita.?
R – Credo che la scelta di marketing di Chanel sia stata quantomai corretta, a dimostrazione che i tempi sono cambiati. Al giorno d’oggi non è più concepibile avere una visione arcaica del mondo, ognuno deve essere libero di esprimere se stesso senza tabu’, per questo motivo, i punti di vista avanguardisti, quale che sia la provenienza, trovano sempre il mio pieno appoggio.
D – Cosa, nella chirurgia maxillo-facciale è tuttora complicato modificare o correggere un volto deturpato o deformato.?
R – Solitamente sono complicati tutti gli interventi per la correzione di grosse perdite di sostanza, per traumi stradali , esiti tumorali o grandi ustioni. Altro baluardo ostico è il ripristino della funzione motoria nei soggetti con compromissione del nervo facciale , settimo paio di  nervi cranici.
D – Come il lettore può mettersi in contatto con lei per un consulto certo di trovare un chirurgo con il grande dono del discernimento e pronto a consigliare solo il bene del paziente.
R – Centinaia di richieste mi arrivano online attraverso i miei siti ufficiali  www.foursurgery.it e www.raffaelecastaldo.it , o anche la pagina instagram foursurgery ,inoltre la segreteria è sempre attiva ai seguenti recapiti 081.193.22.500 – +39 3510357108 per prenotazioni sia su Napoli, Roma e Milano.
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