Coronavirus, aspetti psicologici: cosa attendersi e come gestirlo.

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a cura della D.ssa Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

I risvolti a cui ci condurrà questa particolare emergenza planetaria saranno inevitabilmente tanti, tantissimi e ciascuno di essi, a sua volta, comporterà ulteriori corollari con effetti sulla psiche.

Fin da subito abbiamo assistito a un dilagare del panico associato al diffondersi delle prime notizie preoccupanti. Quella è stata la prima reazione visibile su vasta scala, purtroppo non è, né sarà, l’unica. A questa ne vanno incluse numerosissime altre. La peculiarità degli eventi contiene un potenziale idoneo a toccare fragilità psichiche di vario genere, a riacutizzare o a fare emergere disagi vari non solo i disturbi d’ansia, tra questi ipocondria e attacchi di panico; i disturbi depressivi; le psicosi, ma anche numerosissime condizioni generate, favorite o slatentizzate dalle mutate condizioni di vita, già in atto e che saranno, da qui in avanti, ancora più numerose.

Sapere quali potenziali rischi si corrono sarà utile a riconoscerli e fronteggiarli quando si presenteranno.

Nell’arco di poco tempo le nostre abituali condizioni di vita sono mutate, ci è stato chiesto e imposto di adattarci a un nuovo scorrere del tempo. Una richiesta elevata, perché ha comportato un  cambiamento cospicuo radicale. Le nostre città si sono fermate quasi dall’oggi al domani. Moltissimi di noi hanno dovuto fermare il loro lavoro, con concomitanti conseguenze economiche. Come si può pensare che tutto questo ci sfiori senza avere effetti sul nostro mondo psicologico?

Come specie apparteniamo al regno animale e con le altre specie condividiamo la necessità di stare all’aria aperta. L’evoluzione della nostra specie e il progresso evolutivo ci hanno portato ad abbandonare le grotte, prima, e a migliorare sempre più, dopo, i luoghi scelti come nostre abitazioni, rendendole più confortevoli e gradevoli. Le nostre abitazioni, così come gli edifici in genere, sono divenuti per noi luoghi di contenimento nei quali passiamo gran parte del nostro tempo, pur manteniamo il bisogno di stare all’aria aperta, cosa che ciascuno fa con propria misura e gusto. Le recenti necessità restrittive, che impongono di rimanere isolati nelle nostre abitazioni, riducendo al minimo gli spostamenti e i contatti con altri esseri umani, hanno inevitabilmente delle ripercussioni. Da un punto di vista psicologico abbiamo bisogni di stimoli e di organizzare il nostro tempo in modo vario e creativo. La stimolazione sensoriale e relazionale e la varietà di contesti e di azioni dentro ai quali strutturare il nostro tempo, in questo momento si sono notevolmente ridotte.

Stare forzatamente a casa per alcuni sarà più difficile da sostenere, rispetto ad altri.

Stare a casa riduce la possibilità di azioni e questo è uno dei fattori che comporterà consistenti effetti sul piano psichico per molti. Per molte persone rifugiarsi nell’azione è un meccanismo di difesa, serve a non pensare. Se riempirsi di tante cose da fare è sempre servito ad evitare di stare fermi per non fare contatto con se stessi, con i propri ricordi (dolorosi), con le proprie paure, stare fermi comporta il rischio di fare emergere quel disagio fino a quel momento coperto, contenuto, latente. Trovarsi di fronte a ciò da cui si è sempre scappato non significherà naturalmente vederlo in modo nitido, né averne consapevolezza. Quel che ne deriverà sarà un abbattimento del tono dell’umore, o uno stato di agitazione associato ad ansia. I sintomi in superficie creeranno il disagio, ma la radice di ciò che essi rappresentano è sommersa, carica di contenuti inconsci e sepolti.

Ciò a cui si andrà incontro sul piano psicologico è vario e variegato e nella vasta gamma di problematiche vanno incluse anche quelle serie, con rischi di gesti estremi. Nelle problematiche va contemplata la nuova vicinanza prolungata con i familiari, per certi aspetti piacevole, ma che tuttavia comporta un cambiamento di equilibri nei ritmi e nelle interazioni rispetto, ai quali non sempre sarà facile adattarsi o rispondere.

Per queste numerose ragioni, io, così come tantissimi colleghi, mettiamo a disposizione di chi lo richiede la possibilità di un colloquio gratuito on line che faccia da supporto nell’orientamento rispetto ai vissuti sperimentati e alla loro gestione. Il mio personale numero di riferimento per richiedere l’appuntamento è: 3339179513.

Di certo la situazione non è semplice e lo scoraggiamento è una evenienza fisiologica naturale, è tuttavia necessario attingere alle nostre risorse per riprogrammare il nostro vivere e fronteggiare al meglio quello che sta accadendo.

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