Disturbi affettivi, conoscerli per contrastarli, programma di incontri nelle scuole.

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«Non si può parlare di assassino per troppo amore. L’amore non uccide mai. Questa deve essere una battaglia di carattere culturale, ma anche sociale e normativo»: queste le parole della neo-presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nell’ambito della due giorni di studio sulla “Violenza di genere”, ospitata lo scorso 12 aprile presso la biblioteca nazionale di Roma. Ed è dedicato proprio ai temi dei delitti e degli abusi contro le donne e i minori, dentro e fuori le famiglie, della depressione e delle vecchie e nuove dipendenze sempre più diffuse tra i giovanissimi, l’incontro dal titolo “I disturbi affettivi: cosa sono e come influenzano la nostra salute”, a cura delle “Scuole Territoriali della Salute Emotiva e Comportamentale”, gli appuntamenti divulgativi per condividere con i cittadini le idee e le buone prassi del benessere psichico.

Questa volta le “Scuole Territoriali della Salute Emotiva e Comportamentale” avranno luogo, venerdì 20 aprile alle ore 18, presso Asso.Gio.Ca (Sala del Moricino, Piazza Mercato 100, Napoli), l’Associazione della Gioventù Cattolica che aggrega i ragazzi di una circoscrizione “di frontiera” come Mercato Pendino, i quali scelgono il volontariato e l’impegno per il territorio come alternative al degrado socio-ambientale, determinato dall’assenza di servizi e spazi verdi. L’ingresso all’incontro è libero, info al 3385651723 e info@centronoesis.it

«Siamo orgogliosi di poter offrire il nostro confronto sul tema dei disturbi affettivi alla platea dei giovanissimi volontari di Asso.Gio.Ca – spiega Vincenzo Barretta, psichiatra, psicoterapeuta, specialista in medicina delle dipendenze e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, ente promotore delle “Scuole Territoriali della Salute Emotiva e Comportamentale” – Facciamo inoltre nostro l’appello, espresso dalla neo presidente del Senato, per un cambio di paradigma socio-culturale, prima ancora che legislativo: in questo senso, auspichiamo di incontrare i genitori e gli educatori, per fornire loro gli strumenti necessari a non sottovalutare le dinamiche affettive malate, derubricandole con superficialità a questioni personali e non comprendendone per tempo la patogenicità e la minaccia per l’incolumità degli individui. Per questa ragione, facciamo rientrare nel vasto ambito delle disfunzioni affettive pure l’allarme, suscitato soprattutto dai recenti fatti di cronaca, relativo ai disturbi dell’umore e agli abusi di sostanze, sempre più diffusi tra i giovanissimi, che le famiglie non sono ancora in grado di riconoscere per tempo, e dunque di prevenire». Il 4% dei giovani fra i 12 e i 17 anni soffre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di disturbo depressivo. Percentuale che aumenta al 9% per i giovani dai diciotto anni. Numeri che si fanno ancora più preoccupanti se si allarga il discorso all’intera gamma dei disturbi di carattere emotivo e comportamentale: un ragazzo su cinque al di sotto dei 18 anni ne è affetto. Ad aggravare ulteriormente questi dati, il fatto che il suicidio correlato a tali patologie sia la seconda causa di morte fra i 15 e i 29 anni. L’iniziativa delle “Scuole Territoriali della Salute Emotiva e Comportamentale”, nata anche grazie all’impulso del presidente del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, Alfredo Ruosi, si avvale del supporto delle sedi del Rotary Club Napoli Posillipo, Napoli Castel Sant’Elmo, Napoli Ovest e Napoli Sud Ovest, insieme con la Fondazione Istituto Antoniano, il Centro Studi “AdAstra”, la Fondazione Pellegrini – Opera Fabrizio Pignatelli e Sorbino.

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