Giorlandino (Altamedica): la pandemia è dei vaccinati e dei non vaccinati, basta razzismo.

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“Levidenze epidemiologiche dimostrano che i vaccinati stanno diventando una popolazione sempre più elevata nella diffusione pandemica a causa di una incompleta copertura dei vaccini Pfizer, creati per proteggere su di una proteina Spike profondamente mutata. Quindi attenzione a creare attorno ai non vaccinati un’aria di sospetto e di odio nella quale riecheggia quasi una forma di razzismo che oggi ho sentito serpeggiare anche da parte di politici italiani”. Lo afferma il Prof Claudio Giorlandino, Direttore Scientifico di Altamedica, Istituto di Ricerca e Diagnostica. 
 
“The Lancet, ha pubblicato, a firma di Gunter Kampf, un editoriale che riferisce di alcuni dati pubblicati. Dati che, al contrario, dimostrano una crescente evidenza secondo la quale gli individui vaccinati hanno un ruolo rilevante nella trasmissione. Nel Massachusetts, su di un totale di 469 nuovi casi di Covid-19 sono stati rilevati durante vari eventi nel luglio 2021 e 346 (74%) di questi casi si sono registrati in persone completamente o parzialmente vaccinate, 274 (79%) delle quali erano sintomatiche. Negli Stati Uniti, un totale di 10 262 casi di Covid-19 sono stati segnalati in persone vaccinate entro il 30 aprile 2021, di questi 2725 (26,6%) erano asintomatici, 995 (9,7%) sono stati ricoverati in ospedale e 160 (1,6%) sono morti”, afferma Giorlandino.
 
“In Germania, il 55,4% dei casi sintomatici di Covid-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente vaccinati, e questa proporzione aumenta ogni settimana. A Münster, in Germania, si sono verificati 85 nuovi casi di Covid-19 (22%) su 380 persone completamente vaccinate – aggiunge il direttore scientifico di Altamedica – Le persone vaccinate in genere presentano minore gravità della malattia ma sono una parte sempre più rilevante della pandemia. È quindi sbagliato e pericoloso parlare di ‘pandemia dei non vaccinati’. Lancet, tramite Kampf, volge un accorato invito ai politici e funzionari di alto livello ed agli stessi medici per non incoraggiare la stigmatizzazione inappropriata e pericolosa delle persone non vaccinate, ed al contrario ad adoperarsi per rasserenare ed impegnarsi a riunire la società. In buona Kumpf ammonisce a non scivolare progressivamente nel terribile errore che, in passato, ha portato sia gli Stati Uniti che la Germania a creare grave discriminazione sociale, fino alla persecuzione iniziando con il discriminare, colpevolizzare e colpevolizzare parti della popolazione per il colore della pelle o per la religione, insinuando progressivamente nelle menti la paura di costoro“.
 
Secondo Giorlandino “i nostri politici dovrebbero avere una visione globale del fenomeno europeo ed invece, trincerandosi dietro un generico ‘la scienza ci dice’, in realtà prendono in visione solo una parte di questa. Quella componente incaricata di indirizzare le scelte operative e che, sotto l’influsso di una sorta di ‘medicina difensiva’, ritiene che ipervaccinare sia l’unica strada da percorrere, mettendosi in tal modo al riparo da future recriminazioni. Bisogna invece che i politici, come ‘periti peritorum’, considerino globalmente la problematica e tengano conto anche di altre componenti e dell’enorme corpus bibliografico fortemente critico. Noi stessi, sui dati pubblicati il 3 di novembre dall’Iss su vaccinati in prima e seconda dose, stiamo conducendo una molto attenta ed approfondita analisi statistica. I dati, come sappiamo, davano scandalo a causa di un effetto paradosso facendo erroneamente apparire che i non vaccinati stessero meglio dei vaccinati. Questo non è assolutamente vero. Ma ad una analisi statistica più approfondita, attualmente in ulteriore verifica, sta venendo fuori che le differenze, per le maggiori complicanze tra soggetti sottopostisi a una o due dosi (se ci sono) sono veramente molto basse. Inoltre gli studi che affermano la scarsa efficacia del vaccino Pfizer sulle mutazioni della proteina (l’unica) per la quale il Pfizer attiva il nostro sistema immunitario sono oramai molteplici”. 
 
Giorlandino chiede “come si fa a non capire che i Paesi con più vaccinati di noi stanno molto peggio? Perché in Francia praticamente con lo stesso numero di abitanti e simile percentuale di vaccinati hanno 15 volte il numero di contagi? Perché in Spagna, che ha un numero inferiore di abitanti e percentuale maggiore di vaccinati hanno oltre il doppio dei nostri contagiati? Perché nel Regno unito praticamente con lo stesso numero di abitanti e simile percentuale di vaccinati hanno 8 volte il numero di contagi? Perché in Germania, pur avendo solo il 25% di abitanti in più di noi e simile percentuale di vaccinati hanno ben 8 volte il numero di contagi? Perché noi siamo privilegiati ?”. 
 
“La risposta è semplice: noi abbiamo sofferto dell’impatto pandemico per primi – dice l’esperto – Siamo stati isolati e ce la siamo sofferta da soli. Ora tocca a loro. Noi oramai avremo, a dir poco, almeno 15/20.000.000 di guariti (la stragrande maggioranza asintomatici quindi inconsapevoli di esserlo) soggetti che sono perfettamente immuni e che, ancora e stoltamente, vengono vaccinati discriminandoli e danneggiandoli perché già perfettamente difesi. Ricordate i monatti di manzoniana memoria? Erano divenuti immuni dalla peste. Secondo voi erano vaccinati o semplicemente guariti? Gli studi e le metanalisi riferiscono, solo aneddoticamente, di guariti che si possono astrattamente ricontagiare ma vi è dubbio che possano contagiare altri, e poi ricordate, non si è mai visto un guarito ricoverarsi in terapia intensiva”.
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